Riforma Mibact: in Campania nascono nuovi siti e due soprintendenze speciali

parco archeologico ercolano

Nell’ambito della riforma del Mibact, Franceschini da il via ad una nuova articolazione circa la gestione delle aree archeologiche, i parchi archeologici e i complessi monumentali del paese.

Ci sarà un bando per la selezioni di 10 figure che rivestiranno il ruolo di direttore nella gestione delle aree archeologiche autonome. Tra i nuovi istituti che godranno di tale indipendenza, ci saranno anche quelli relativi a siti campani: e si tratta del Parco archeologico dei Campi Flegrei (Bagnoli, Baia e Bacoli) e del Parco archeologico di Ercolano.

La creazione di istituti territoriali autonomi permetterà la vicinanza tra le amministrazioni e i cittadini, la semplificazione, pertanto, degli iter burocratici e di gestione.

Il nuovo assetto del ministero presentato oggi dal ministro Franceschini prevede la creazione delle ‘Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio’, le quali determinano il passaggio dalle attuali 17 Soprintendenze Archeologiche alle 39 unificate, oltre alle due speciali per il Colosseo e Pompei.

Ogni Soprintendenza comunicherà coi cittadini tramite le sette aree da cui sarà composta, che saranno: organizzazione e funzionamento, patrimonio archeologico, patrimonio storico e artistico, patrimonio architettonico, patrimonio demoetnoantropologico, paesaggio, educazione e ricerca.

Al centro del funzionamento di ogni organo ci sarà una Direzione Generale che risponderà a ogni domanda relativa all’area o al sito di gestione, che sia paesaggistica, amministrativa, tecnica o artistica. In questo modo, si suppone, sarà più semplice e meno dispersivo il flusso di comunicazione, accorciando anche i tempi di attuazione dei provvedimenti.

Gli ulteriori organi autonomi riguarderanno altri siti del paese, quali:

il Complesso monumentale della Pilotta di Parma (che unifica in un’unica gestione la Biblioteca palatina, la Galleria Nazionale, il Museo Archeologico Nazionale), i Musei delle Civiltà all’EUR (che unifica in una sola gestione il Museo Nazionale Preistorico e Etnografico, il Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari e il Museo dell’Alto Medioevo), il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma), il Museo Nazionale Romanoil Museo storico e il Parco del Castello di Miramare a Trieste, il Parco Archeologico dell’Appia Antica, il Parco archeologico di Ostia Antica e la Villa Adriana e Villa d’Este (Tivoli).

La riorganizzazione affida, inoltre, alle Soprintendenze archivistiche la tutela del patrimonio librario, che pertanto vengono denominate Soprintendenze archivistiche e bibliografiche.

Le speranze nutrite riguardano il corretto funzionamento di tali organi, in un paese che possiede libri di storia raccontati per le strade, nei ritrovamenti archeologici e nell’eredità culturale racchiusa nelle biblioteche secolari. L’evoluzione socio-culturale ha permesso, inevitabilmente, la crescita della sensibilità civica riguardo i beni culturali e il loro mantenimento. Ogni volta che se ne parla è già un passo verso il futuro.

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