Crolla la cultura in Italia. Al Sud più tagli che al Nord

San CarloInvestire in cultura? Mai come negli ultimi tempi si parla di maggiori interventi per incrementare gli investimenti nella cultura.

La cultura, si sa, dovrebbe essere uno dei settori trainanti dell’economia italiana, ma è ancora un potenziale inespresso. Se la situazione italiana, in termini di investimenti nell’ambito della cultura, non vive una situazione incoraggiante, fanalino di coda è purtroppo ancora una volta il nostro Sud. Nonostante una ripresa dei flussi turistici nel Mezzogiorno d’Italia, con un incremento dei visitatori nei massimi luoghi e siti culturali, Pompei e Caserta, gli investimenti nell’ambito culturale hanno subito un vertiginoso crollo.

caserta
Infatti, dal 2000 al 2013, stando a quanto emerge dalla nota di ricerca “Le spese per la cultura nel Mezzogiorno d’Italia”, diffusa dal consigliere Svimez Federico Pica e da Alessandra Tancredi dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, sulla base dei dati dell’Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno e riportata da Il Fatto Quotidiano, la spesa totale nel settore della cultura ha subito un crollo di oltre il 30% nel Mezzogiorno. A farne le spese sono stati tutti i luoghi e siti culturali (musei, biblioteche, cinema, teatri, enti lirici, archivi, accademie, ma anche attività ricreative e sportive quali piscine, stadi, centri polisportivi).

Inoltre, a fronte di una situazione già critica in termini di fruizione culturale in tutta la penisola italiana, al Sud la cultura è considerata un bene di lusso. Infatti Il Sud, secondo l’associazione per lo Sviluppo del Meridione: “subisce una duplice penalizzazione, in quanto alla riduzione della spesa in conto capitale totale si aggiunge quella più marcata per la cultura, che negli ultimi dieci anni risulta pesantemente sacrificata in quanto considerata come voluttuaria, un bene di lusso

Fatto ancora più rilevante è che ogni cittadino del Nord ha ricevuto beni e servizi per la cultura nella misura del 105%, il 35% in più di quanto ricevuto da un cittadino del Sud (69,6%).

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