“Il Camorrista” e quella fiction da Oscar che non vedremo mai

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Il fenomeno di Gomorra, serie TV divenuta internazionale e tratta dalle opere di Roberto Saviano, ci ha insegnato una cosa fondamentale: la criminalità organizzata piace. Piace agli ascolti, piace nelle parodie, piace agli spettatori che ripetono le battute sentite. Forse, però, piace troppo. Il fulcro di una serie TV che deve attirare a ogni episodio il pubblico, è quello di far empatizzare con i protagonisti, far appassionare e temere per questo o quel personaggio. Cosa succede, quindi, quando il personaggio in questione è un criminale? Cosa penserà il pubblico quando il protagonista mafioso rischierà di essere arrestato?

E’ lo stesso problema che subentrò all’uscita de “Il Padrino”: gli spettatori “tifavano” per Michael Corleone, piangevano la dipartita di Don Vito. Certo non è un peccato, non siamo tutti persone orribili, ma resta il fatto che molti lavori, come alcuni che vanno in onda ultimamente sulle reti nazionali, tendano a mitizzare troppo certi personaggi, a creare un’aura eroica intorno ad azioni criminali fino al punto di giustificare artisticamente per attirare i consensi del pubblico.

Una tendenza che verrebbe confermata dalla mancata proiezione di una serie TV “fantasma”, basata sul film “Il Camorrista” e diretta da un premio oscar che, seppur in possesso di Mediaset, non è stata mai trasmessa, forse perchè proprio perchè poco “spettacolare”.

“E’ davvero strano che Mediaset abbia nei cassetti una fiction firmata da Tornatore, tratta da ‘Il camorrista’, e non l’abbia mai mandata in onda. Forse perché quel film tentava di andare oltre la spettacolarizzazione e l’esaltazione della camorra di cui sono piene alcune fiction, anche della stessa Mediaset?” Si chiedono il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli de La radiazza che ieri, al Metropolitan, hanno riportato sul grande schermo Il camorrista a trenta anni dalla prima uscita nelle sale di tutta Italia.

“Parlando con Nicola Di Pinto e Marzio Honorato, tra gli attori di quel film diventato ormai un cult, abbiamo avuto la conferma dell’esistenza di una fiction di circa cinque ore tratta dal film in cui si sviluppava con ancor più particolari l’ascesa e la carriera criminale del professore Vesuviano che si rifà alla vita del boss Raffaele Cutolo – hanno aggiunto Borrelli e Simioli sottolineando che – quella fiction, firmata da un premio oscar, e che ha anche la colonna sonora di un altro premio Oscar, Nicola Piovani, continua a essere conservata nei cassetti, mentre vanno in onda prodotti di gran lunga inferiori, dal punto di vista qualitativo e morale”.

“Nei prossimi giorni contatteremo i vertici di Mediaset per capire perché quella fiction non è mai andata in onda e chiedere di mandarla in onda ora perché, anche se sono passati ormai trenta anni da quando è stata girata, rappresenterebbe un’ottima occasione per ricostruire un periodo storico particolarmente controverso per Napoli e l’Italia intera visto che, così come nel film, si raccontava anche l’intreccio tra politica e camorra e, forse, proprio per quello si è deciso di lasciare nei cassetti il lavoro che può vantare due premi Oscar”  hanno concluso Borrelli e Simioli.

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