Carmen Consoli: “Cresciuta con il mito della musica napoletana. Mia nonna era…”

Carmen Consoli

Ieri sera Carmen Consoli si è esibita al teatro Augusteo di Napoli per il suo nuovo tour in tutta Italia. Poco prima dello spettacolo, la cantante siciliana è stata intervistata dai giornalisti del Mattino e si è lasciata andare in una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti di Napoli e della sua secolare tradizione musicale. “In Sicilia siamo, in parte, partenopei. – ha raccontato ai giornalisti – Subiamo, piacevolmente, la supremazia culturale di Napoli, sono cresciuta con il mito della musica napoletana, con Murolo e Carosone“.

Una passione che non le fa disprezzare nemmeno esponenti meno apprezzati della nostra tradizione: “I neomelodici non fanno parte della mia cultura, non li ascolto in genere, ma a Catania abbiamo numerosi neomelodici che cantano anche in napoletano. Quando giro per Piazza del Plebiscito, a Napoli, mi piace chiudere gli occhi, fantasticare e canticchiare anche i neomelodici perchè mi ricordano la mia città”.

Ovviamente, in concomitanza con la commemorazione per le donne dell’8 Marzo, la Consoli ha voluto parlare anche del suo concetto di femminismo: “Se femminismo vuol dire combattere per la parità dei diritti tra i sessi, allora non sono femminista. Io voglio la supremazia delle donne, sostengo che le donne debbano avere più diritti degli uomini“. Come esempio di rispetto e supremazia delle donne, la cantante ha voluto raccontare la storia di sua nonna, rivelando una insospettabile origine napoletana: Mia nonna Carla era del Vomero ma cresciuta a Treviso. Ebbene lei comandava. Mia nonna destabilizzava perché era una donna che gestiva lo stipendio di mio nonno. Il maschio porta l’assegno ma la donna decide come spenderlo. Stessa cosa mia nonna siciliana, donna Carmela. Comandava tutto. Le nostre nonne del Sud erano più moderne di noi: perché erano in controtendenza. Prima c’erano i femminicidi al contrario:  donne importanti citate in giudizio per aver percosso il proprio uomo.  Le donne di un tempo avevano un controllo della società matriarcale”.

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