Omicidio “Ketty”, De Magistris: “Sono una risorsa. Presto una casa dei trans a Napoli”

Lotta alla prostituzione, 6 arresti tra squillo e trans
Un corteo di transessuali
si è mosso, ieri mattina, direzione palazzo San Giacomo, per denunciare la paura con la quale sono costretti a vivere ogni giorno.

Dopo la morte di “Ketty”, la trans sgozzata a Fuorigrotta sabato sera, i transessuali hanno iniziato la loro pacifica protesta “contro una società che ignora i diritti e la tutela dei loro bisogni, troppo spesso annientati dalla violenza“, come dice Ottavia Bozza, responsabile delle politiche transessuali dell’Arcigay Nazionale, le cui parole sono state riportate da Il Mattino.

La prima richiesta dei manifestanti è una “casa di accoglienza” per i transessuali ed hanno, inoltre, chiesto parità di diritti per i trans che ogni giorno sono vittime di violenze e discriminazioni che li costringono a darsi alla prostituzione e, ogni sera, a rischiare la vita.

Al sit-in hanno partecipato, tra gli altri, Antonello Sannino, presidente dell’Arcigay Napoli, Carlo Cremona dello Sportello napoletano gay trans e lesbo e i ragazzi dell’associazione “I’m gay any problem?”.

Anche il sindaco De Magistris è intervenuto: “Parlo come sindaco e cittadino esprimendo la totale vicinanza e solidarietà alla comunità transessuale per questo omicidio. Abbiamo fatto tanto come amministrazione ma tanto si deve fare ed entro la fine del mandato sarà inaugurato un luogo dove si possano accogliere le transessuali che non sono un peso ma al contrario sono una risorsa della nostra città“, queste le parole del primo cittadino di Napoli riportate da Il Mattino.

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