Quadro ritrovato a Tolosa: potrebbe essere un’opera di Caravaggio a Napoli

Giuditta decapita Oloferne, Caravaggio
Giuditta decapita Oloferne, Caravaggio

In una soffitta di Tolosa, in Francia, è stato ritrovato nel 2014 un quadro antico, risalente al XVII sec. In base al soggetto rappresentato, allo stile ed alla manifesta età della tela si è subito ipotizzato che si potesse trattare di un’opera di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. Il quadro, infatti, rappresenta l’episodio biblico di “Giuditta che decapita Oloferne”. Sappiamo che l’artista dipinse due volte la scena: una volta a Roma, dove è tutt’ora esposta; un’altra a Napoli, nel periodo in cui il maestro si rifugiò in città e dipinse anche le “Sette Opere di Misericordia”.

Stando a quanto riportato dal giornale francese “Le Figaro”, subito dopo il ritrovamento sono iniziati gli studi per valutare l’originalità dell’opera e la sua appartenenza al Caravaggio. Per ora, il Ministero della Cultura francese, con un comunicato dello scorso 31 marzo 2016, ha fatto un passo indietro annunciando: “L’attribuzione di quest’opera al Caravaggio resta da approfondire”. Mina Gregori, massima esperta dell’artista, non ha riconosciuto nella tela la mano del maestro e, per ora, si attende lo studio sull’autenticazione dell’esperto italiano Giuseppe Porzio e la consulenza di Maria Cristina Terzaghi, esperta di copie antiche delle opere di Caravaggio.

Insomma, al momento l’opera potrebbe essere a tutti gli effetti un buon falso, ma, nel caso in cui venisse riconosciuta come autentica arriverebbe a valere più di 100 milioni di euro. La cosa più importante, però, sarebbe l’esistenza e la riscoperta di una delle poche opere che il grande pittore dedicò a Napoli, città che l’accolse e gli diede protezione in uno dei momenti più neri della sua vita.

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