Il boss intima al figlio: “O fai la malavita o il marito!”. Il giorno dopo Izzi si becca dieci colpi in faccia

camorra
“immagine di repertorio”

Racconti collaterali – rivelati dall’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno – di crimini da prima pagina, che diventano copertina del grottesco mondo della camorra. In realtà, infatti, le intercettazioni ordinate dal gip non servono certo a comprendere i rapporti tra boss e figlio, ma ad appurare le motivazioni e la dinamica dei fatti cha hanno portato all’assassinio di Pasquale Izzi: futili le prime, chiarissime le seconde.

L’unica colpa di questo detenuto (nel carcere di Avellino), uscito in permesso premio per passare la Pasqua con la propria famiglia è quella di essere molto antipatico a Lo Russo, padre padrone della zona che si estende tra il quartiere Sanità e Miano, come lo stesso boss spiega alla moglie la sera prima del delitto, avvenuto il 29 marzo scorso.

Sono ben in cinque a riunirsi nell’abitazione degli stessi coniugi malavitosi per stabilire il da farsi, ma all’appello manca Enzo, il figlio della coppia. Così Lo Russo senior chiede alla moglie:

“Ma Enzo dove sta? Madonna sto Enzo, o fa la malavita o fa il marito!”

Parere con cui anche la signora Serino sembra concordare in pieno:

“Tutte e due cose insieme non si possono fare”

Quello che, invece, i due fanno assieme a tre giovani complici e stabilire il piano per uccidere Izzi prima che torni in galera. Se in un primo momento pensano di seguirlo in autostrada e costringerlo poi a fermarsi per sparargli, in ultimo decidono di ucciderlo direttamente all’uscita della sua abitazione, in via Janfolla.

E’ proprio quanto avviene, dunque, il mattino seguente, quando Izzi viene raggiunto da ben dieci proiettili al volto, esplosi dal più giovane dei tre esecutori materiali, Luigi Cutarelli. Anche in questo caso sono molto interessanti le registrazioni riportate, che vedono il boss Lo Russo piacevolmente colpito dalla freddezza del suo sottoposto:

“Dieci botte in faccia, dieci, ma come ha fatto? Preciso! Ha detto ‘o zì gli do dieci botte in faccia… Quello a me mi chiama Allah, ma lui è Isis!”

Uno scambio di complimenti che i due criminali potranno tranquillamente continuare in carcere, visto che ieri Lo Russo, sua moglie, Cutarelli e gli altri due complici sono stati tutti arrestati dalle forze dell’ordine con l’accusa di omicidio premeditato aggravato dai futili motivi.

Potrebbe anche interessarti


Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più