Storica sentenza della Cassazione: assolto un povero che aveva rubato per fame

povertàCi hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame

Così cantava Fabrizio De André all’inizio degli anni ’70, ma la giustizia italiana ci ha messo oltre 40 anni per stabilire, anche dal punto formale, che non deve essere punita quella persona che ha rubato spinta dal naturale, impellente bisogno di sfamarsi. È proprio ciò che accadde a un ragazzo povero, condannato dalla Corte di Appello di Genova per aver rubato dei wurstel e un po’ di formaggio: il valore della merce ammontava in tutto a 4 euro.

I giudici della Suprema Corte hanno stabilito, dunque, che la fame è un qualcosa che non si può controllare, davanti alla quale è impossibile non cercare di raccogliere qualcosa da mettere nella pancia. In caso contrario c’è la morte. Certo, è un principio sul quale bisogna sorvegliare con attenzione affinché la scusante della fame non sia abusata e si cerchi, così, di giustificare reati che invece devono essere puniti.

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