Svolta nella cura del tumore al cervello: l’aspirina liquida può essere l’antidoto


Uno studio realizzato dall’Università inglese di Portsmouth, presentato alla conferenza Brain Tumors 2016 a Varsavia, in Polonia, ha mostrato un dato incoraggiante: l’aspirina in forma liquida potrebbe essere un farmaco idoneo a combattere il glioblastoma, una delle forme più aggressive e drammatiche di questo tipo di cancro.

I risultati dello studio, riportati dal Daily Mail e dall’Ansa, devono essere confermati da altri test, ma le prime indicazioni sono parecchio rassicuranti e incoraggianti. Una versione del farmaco in questione, detta IP1867B con due ingredienti aggiuntivi e non rivelati, pare essere dieci volte più efficace della chemioterapia nell’uccidere le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane.

L’aspirina in forma liquida, oltre a non contenere granuli che possono causare problemi a livello gastrico, sarebbe in grado di oltrepassare la barriera di sangue nel cervello che da un lato protegge l’organo, ma dall’altro impedisce ai normali farmaci antitumorali di raggiungerlo e curarlo. L’aspirina liquida, dunque, agirebbe come un ladro che forza una serratura, ma per un nobile scopo.

Questo tipo di trattamento, in aggiunta a due chemioterapici, potrebbe raggiungere risultati ancora migliori, tuttavia per quanto riguarda questa ipotesi non si hanno ancora abbastanza dati seppur gli esperimenti siano già cominciati.

Questa notizia giunge poco dopo quella di Truebeam, il nuovo macchinario all’avanguardia, in Italia e in Europa, di cui si è dotato il Policlinico Universitario Federico II di Napoli, il quale, oltre a dare maggiori speranze a chi è ammalato di cancro, consente a chi abita in Campania e in tutto il Sud Italia di non recarsi al Nord per ricevere le cure, con un significativo risparmio economico.

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