Aversa. Una famiglia è accampata alla stazione: i poveri in Italia? Sono più di 4 milioni

famiglia aversa
Probabilmente, mentre scattava la foto non immaginava che questa avrebbe fatto il giro del web in poche ore, avrebbe presenziato nelle pagine telematiche dei giornali on-line e avrebbe scatenato una discussione importante sul tema dei servizi sociali in Italia.

Gennaro Giacco, una guardia giurata di Afragola, ha immortalato, la scorsa notte, un’intera famiglia che dormiva sotto la stazione ferroviaria di Aversa. Quattro i componenti del nucleo familiare, tra cui due bambine piccole; sulle due panchine pubbliche, assieme ai corpi dormienti, una stesa di indumenti giornalieri, forse posti lì per farli asciugare dopo averli lavati, in qualche modo.

Una famiglia della nostra comunità che vive sotto una stazione pubblica avanti agli occhi di tutti, ma soprattutto avanti allo sguardo assente delle istituzioni.

Tra i primi a denunciare il fatto sono stati Francesco Emilio Borrelli (consigliere dei Verdi) e Gianni Similioli, fondatore della Radiazza. “Una foto”, commentano i due, “che dovrebbe porre molti interrogativi sulla gestione delle politiche sociali, ma anche sulla rete dell’assistenza oltre che sulla sensibilità di tutti in alcune zone della Campania perché non si può lasciare che una famiglia, con due bambine piccole, viva in una stazione ferroviaria come se fosse casa loro“.

“Dove sono i servizi sociali?” si chiedono Borrelli e Simioli, auspicandosi “un intervento immediato dell’Amministrazione comunale che non può far finta di non vedere quel che accade nella stazione aversana e deve trovare una sistemazione per quella famiglia, una volta conosciuti i motivi per cui si è ridotta a vivere in quelle condizioni”.

In rete, inoltre, commenti ed opinioni girano senza tregua e in molti sperano che una volta intervenuti, i Servizi Sociali non provvedano a togliere le figlie alla custodia genitoriale, ma a mantenere unita la famiglia, aiutandola.

La situazione complessiva delle famiglie italiane è, del resto, molto problematica. La povertà assoluta cresce e a dirlo sono i dati Istat dello scorso 14 luglio:

“Nel 2015 si stima che le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila (il numero più alto dal 2005 a oggi)”.

Inoltre, la povertà è in aumento nelle famiglie con 4 componenti, ossia i genitori con due figli: queste ultime sono passate dal 5.9% del 2014 all’8.6% nel 2015.

Segnali di peggioramento si registrano nelle famiglie che vivono in centri urbani, quindi nelle città più grandi (dal 5.3% al 7.2%). E l’incidenza nelle famiglie degli operai è maggiore rispetto a quelle in cui l’occupazione è di tipo impiegatizio.

Lo Stato, pertanto, ha il dovere morale e civico di intervenire. Mentre i ricchi speculano sui loro capitali, mobilizzandoli nelle banche, intere famiglie non possono nutrirsi e, a quanto pare, neanche avere un tetto sotto il quale ripararsi.

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