Allarme meningite e morbillo, ma le vaccinazioni calano. I dati della Campania

meningiteLa meningite continua a far paura, soprattutto dopo la mini epidemia registrata in Toscana nei mesi scorsi e qualche caso in più del solito sparso in giro per l’Italia, Campania compresa. Nella nostra regione si contano circa 50 casi ogni anno, dallo scorso gennaio siamo a 20, di cui uno mortale. L’unica arma di prevenzione è il vaccino, che i medici consigliano a tutti, ma le Regioni non sono ancora pronte per gli approvvigionamenti. In Campania la profilassi è gratuita solo per i bambini a rischio o avviati a una scolarizzazione precoce.

“I germi responsabili della malattia, escludendo le forme virali, sono tre – spiega a Il Mattino Franco Faella, ex primario di emergenze infettivologiche del Cotugno – il Meningococco, lo Pneumococco e l´Haemophilus influenzae: il più frequente è il secondo ma il più pericoloso, il meningococco. L´haemophilus è invece quasi scomparso grazie alla vaccinazione di massa. L’approccio terapeutico per avere successo, deve essere precoce in quanto l’evoluzione è molto rapida. Un genitore deve sapere individuare immediatamente i sintomi della malattia ed essere consapevole che l’evoluzione è rapida. Un bambino che la sera prima trotterella in giro per casa il giorno dopo si può ritrovare in rianimazione”.

Ma quali sono i sintomi della meningite? Febbre alta, mal di testa, rigidità della nuca e la comparsa di macchioline emorragiche sul corpo, segno di sepsi, preannunciano un quadro clinico grave che non consente di procrastinare. In questi casi, ci si deve dirigere immediatamente presso un centro specializzato.

Tornando al capitolo vaccinazioni, in Italia è un argomento sempre “caldo”: nell’ultimo anno non abbiamo toccato neppure il 95% per le obbligatorie (poliomielite, tetano, difterite ed epatite B,) e l‘86% per le consigliate (morbillo, parotite e rosolia). Insufficienza anche per meningite, influenza, rotavirus ed epatite A.  In Campania, però, a spaventare è soprattutto il morbillo, che nel 2002 colpì circa 40 mila bambini.

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