Instaura: programma per il recupero del patrimonio architettonico


Individuare un bene architettonico in disuso e abbandonato per inserirlo in una banca dati, affinché esso sia riqualificato attraverso un piano di restauro e riutilizzo: è lo scopo di Instaura, un network nato da un’idea di Andrea Damiati, architetto, e Vincenzo Iovino, ingegnere.

Il progetto Instaura conta sulla partecipazione degli utenti, proprietari o gestori del bene, ma anche comuni cittadini autorizzati a segnalare lo stesso, orientata alla collaborazione con dei professionisti del settore per cercare di sfruttare ogni potenzialità del territorio in cui viviamo e di cui potrà trarre beneficio tutta la comunità. La segnalazione è il primo passo verso la valorizzazione: una volta effettuata si avvierà un processo che grazie agli strumenti del marketing, della pubblicità e dell’informazione porterà alla formulazione dell’idea capace di dare vitalità a quello che, dimenticato, era inutilizzato, utilizzato male o addirittura versava in stato di degrado. Questo lavoro sarà svolto, inoltre, tenendo conto della storia e dei vari storici usi sociali dell’edificio o più in generale della struttura, e proprio in questo senso, per la ricostruzione e il rispetto dell’identità del bene, è essenziale il contributo dei cittadini, di coloro che hanno vissuto e vivono quella realtà; Instaura è modo per uscire dall’indifferenza, per cominciare a osservare attentamente il luogo in cui viviamo per migliorarlo attraverso uno sviluppo sano e sostenibile. Quanti di voi non hanno mai visto un palazzo abbandonato, un’area verde degradata, un cinema diroccato, un complesso fatiscente? Ancora, quanti hanno desiderato che si facesse qualcosa per ridare loro vita? Oggi abbiamo a disposizione una possibilità importante, e si trova qui.

Villa d'Elboeuf

Per quanto riguarda l’Area Vesuviana e in particolare il suo patrimonio storico e artistico, di uno strumento del genere si sa quale uso potrebbe essere fatto. I casi principali che mi vengono in mente, piuttosto ovvi proprio perché sbalorditivi, eclatanti, sono quelli degli Scavi Archeologici di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplonti, Boscoreale, insieme alla dolorosa questione delle oltre 120 ville del Miglio d’Oro (poco fa la notizia del crollo sui binari di un muro della Villa D’Elboeuf); circa invece il centro storico di Napoli, di cui mi piace ricordare che si tratta del più esteso e ricco di chiese al mondo, è del 4 Gennaio la notizia dello stanziamento di 100 milioni di euro (75 dei quali messi a disposizione dalla Regione Campania) per il suo recupero, con la speranza che i soldi siano non solo effettivamente spesi, ma anche che non servano, come sempre, ad arricchire qualcuno (leggi camorristi, politici e coloro che con questi hanno a che fare).


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