BBC sui Campi Flegrei: “I napoletani non si preoccupano del rischio dei super vulcani”

Campi Flegrei

Le trivellazioni nel sottosuolo dei Campi Flegrei, considerati, oggi, un super-vulcano più pericoloso dello stesso Vesuvio, sono sempre state motivo di scontro fra teorie scientifiche. Se, da una parte, i sostenitori evidenziano l’importanza universale di uno studio sul sottosuolo puteolano, dall’altra, i detrattori ipotizzano un colossale ed insostenibile rischio eruzione dovuto alle trivellazioni stesse che, smuovendo in profondità potrebbero risvegliare fenomeni sismici, o ben più catastrofici.

Mentre, con l’elezione di Luigi De Magistris come sindaco di Napoli il progetto di scavo è stato sospeso, scienziati e vulcanologi continuano a discutere sulla necessità di ricominciare i rilievi. In questa diatriba è subentrata anche la BBC, la più famosa emittente d’informazione inglese, con un articolo che analizza a fondo le opposte teorie e le ragioni dell’una e dell’altra fazione. In particolare, Jonathan Frochtzwajg, il giornalista BBC, trascorre qualche giorno a stretto contatto con Stefano Carlino, vulcanologo dell’INGV ed uno dei più grandi sostenitori e fautori delle trivellazioni. (Articolo completo della BBC)

Per Carlino scandagliare il sottosuolo dei Campi Flegrei è un obbligo scientifico che va adempiuto in nome della ricerca e del progresso, anche perchè, secondo i suoi studi, tali operazioni non influiscono minimamente sulla pericolosità del vulcano. Di parere diverso è Benedetto De Vivo che in un suo studio di pochi anni fa affermava che “Napoli esploderebbe se si toccasse ancora il sottosuolo”. La BBC espone anche le sue teorie, insieme a quelle di molti altri detrattori, prendendo anche in considerazione il recente e drammatico terremoto di Amatrice: un rischio su cui i napoletani non vorrebbero mai scommettere.

Tuttavia, sembra che il giornalista della rete inglese sostenga fortemente le teorie a favore della trivellazione, specialmente le ragioni di Carlino: “Pochi hanno considerato i pro e i contro – si legge – in modo così cosciente come ha fatto lui. Anzi, i napoletani non sembrano preoccuparsi minimamente dei pericoli insiti nella loro città. Continuano a vivere come al solito: le notti in cui gioca il Napoli i tifosi si riuniscono nei bar, i giovani riempiono i ritrovi per gli studenti come Piazza Bellini raggruppandosi a fumare vicino ai motorini, i turisti passeggiano sul lungomare percorrendo inconsapevolmente i confini di due super vulcani.”

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