Pala Radolovich: ricostruita all’Archivio Storico del Banco di Napoli l’opera di Caravaggio

cartastorie

Un’opera di Caravaggio perduta, che fu commissionata nel 1606 dal mercante croato Niccolò Radolovich e della quale rimaneva un ricordo nella tela del Battistello “Madonna del Suffragio” nella chiesa di Santa Chiara a Nola. La cosiddetta “Pala Radolovich” è un’opera accuratamente descritta in un pagamento, dichiarata perduta o forse mai realizzata, ed è venuta alla luce dalla polvere di una delle 330 stanze dell’Archivio Storico del Banco di Napoli. L’opera fu commissionata a Caravaggio quando arrivò a Napoli, che proprio in quell’anno visse in una casa ai Quartieri Spagnoli, in condizioni economiche abbastanza ristrette.

La Pala Radolovich sarà presentata in anteprima mondiale il 27 ottobre alle ore 19, presso il Cartastorie, il museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli sito in via dei Tribunali, 214.

Quest’opera rappresenta uno dei più grandi misteri per gli studiosi di Caravaggio, dopo decenni di ricerche a partire da una causale di pagamento rintracciata circa trent’anni fa dal direttore dell’Archivio Eduardo Nappi all’interno di un “giornale copiapolizze” del Banco di Sant’Eligio, oggi si giunge ad un capitolo importante per la storia di quest’opera inedita del Merisi.

410 anni dopo la Pala Radolovich tornerà “in vita”, riemersa da una montagna di antiche carte. Una commissione di pagamento di 200 ducati, datata 6 ottobre 1606, che Nicolò Radolovich disponeva in favore del Caravaggio, come acconto per una “pittura che lha da fare et consignare per tutto dicembre prossimo venturo daltezza palmi 13 e mezzo et larghezza di palmi 8 e mezzo con le figure cioè di sopra, lImagine della Madonna col Bambino in braccio cinta di cori dAngeli et di sotto S. Domenico et S. Francesco nel mezzo abbracciati insieme dalla man dritta S. Nicolò et dalla man manca S. Vito”.

Più che di una scoperta si tratta di una ricostruzione di com’era o di come doveva essere l’opera del Merisi. Ma il mistero rimane: cosa n’è stato di quel quadro? Ad oggi, l’unica immagine di uno dei primi capolavori di Caravaggio a Napoli si trova descritta nei volumi dell’archivio storico del Banco di Napoli.

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