Napoli, il medico che cura i migranti: “Mi porterò nel cuore la piccola Ehra”

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Foto di Vincenzo Tipo da Facebook

Il cuore grande dei napoletani che abbiamo già visto in azione domenica quando tantissimi profughi, soprattutto minorenni, sono sbarcati a Napoli e sono stati aiutati da tutti, ebbene c’è un medico dell’ospedale Santobono di Napoli, responsabile del pronto soccorso, che su facebook ha lasciato un post da togliere il fiato.

Si tratta di Vincenzo Tipo che domenica ha raccontato a tutti, in diverse righe, le emozioni che ha provato aiutando questi poveri ragazzi che sbarcano qui e in tutta Italia in cerca di un futuro migliore che la loro terra non sembra possa dargli.

Il dottore Tipo ha scritto: “Sbarco di 465 migranti al porto di Napoli. Tra loro molti bambini, una decina senza genitori. Scene forti…. persone disperate…a piedi nudi e con abiti di fortuna…. volti tesi … sguardo perso… ma tanta, tanta compostezza.”, “compostezza”, parola chiave in questa brutta storia perchè se da un lato c’è tanta sofferenza e disperazione dall’altro lato c’è anche tanta dignità in queste persone.

Il medico ci ha tenuto a dire che il Santobono era stato chiamato ad affrontare questa emergenza e ne ha risposto in maniera pronta ed adeguata.

Sul Corriere del Mezzogiorno il dottore Tipo ha dichiarato che sul posto sono giunti tanti specialisti del Santobono, come la dottoressa Margherita Rosa, Serenza Ascione (specializzanda in pediatria), l’infermiera Ginevra Pesce e l’autista dell’ambulanza di soccorso avanzato Luigi Mastrogiacomo.

Tanti quindi i medici e gli infermieri che sono accorsi.

Nel suo post su facebook Vincenzo Tipo ha commosso tutto il web scrivendo: “I bambini erano spaventati, infreddoliti, diffidenti… occhi tristi… ma è bastato poco per guadagnare la loro fiducia [..] Io mi porterò nell’animo questa esperienza che mi ha insegnato che la solidarietà “è dovuta” ai più sfortunati…. mi porterò nel cuore la piccola Ehra ( credo si scriva così) che mi si è stretta al collo come a chiedermi di proteggerla…”.

Non solo dolori fisici da gestire ma soprattutto morali, psicologici di questi bambini che in molti casi hanno perso tutto e cercano una salvezza come questa bambina che si è stretta al dottore cercando conforto.

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