FOTO. N’Albero divide, ma Napoli è la più bella d’Italia: Natale sottotono nelle altre città

nalberoIn questi giorni gli occhi sono tutti su di lui. N’albero, a Napoli, guarda il Golfo dall’alto di 40 metri, ma si fa guardare a sua volta: turisti, cittadini, giornalisti, tutti lo fotografano, tutti lo ammirano. La creazione di Pasquale Aumenta, unica nel suo genere (è l’albero transitabile più alto al mondo) è la protagonista di questi giorni freddi ma ancora un po’ lontani dal Natale. N’albero, simbolo delle festività e delle novità napoletane, non teme confronti. Le altre piazze italiane sono vestite con abiti più tradizionali, comunque belli, ma senza quel pizzico di follia che ora rende Napoli la più paparazzata e “corteggiata”. Ma vediamo, una per una, come si stanno preparando al Natale le maggiori città del Paese:

Milano: nella splendida piazza Duomo del capoluogo meneghino, riproposto il classico abete rosso di 28 metri, pieno di luci ed addobbi tradizionali. Ai lati dell’installazione, due totem ospitano ognuno uno schermo da 55 pollici, in cui avrà il suo fulcro il programma di charity che Pandora ha associato al proprio progetto per il Natale milanese. I fondi raccolta saranno devoluti ai bambini vittime del terremoto dell’Italia centrale e a quelli ospitati dall’associazione Caf Onlus e da altre case-famiglia italiane.

Foto Instagram di buonag
Milano. Foto Instagram di buonag

Genova: anche la città ligure punta su una novità, proprio come Napoli. Nel suo caso, la new entry è una ruota panoramica di 30 metri, con 18 navicelle. Il resto è caratterizzato dagli addobbi tradizionali, con l’albero in piazza de Ferrari.

Foto Instagram di cri7511
Genova. Foto Instagram di cri7511

Torino: Luci d’artista molto belle, ma con qualche polemica. In piazza Castello, installazione del “calendario dell’avvento”, una finestra spalancata dai vigili del fuoco ogni giorno fino al 25 dicembre.

Foto Instagram di pulcedoc
Torino. Foto Instagram di pulcedoc

Firenze: oltre agli alberi posizionati nei più importanti slarghi cittadini, spettacolo di video-mapping sulla facciata della basilica di Santo Spirito: 400 opere grafiche sono proiettate in memoria dell’alluvione che colpì la città nel 1966. Singolare ma molto criticata l’idea di un artista cinese che ha installato 22 gommoni rossi sulla facciata del Palazzo Strozzi per sensibilizzare sul tema dell’immigrazione.

Firenze. Foto Instagram di ptgiuliadago
Firenze. Foto Instagram di ptgiuliadago

Bologna: semplice ma “anticipato”, il Natale qui è iniziato a fine novembre con più luminarie rispetto all’anno precedente. Simpatico l’albero realizzato a Casalecchio di Reno con 610 bottiglie di vino.

Foto Instagra di _giuliariso_
Bologna. Foto Instagram di _giuliariso_

Roma: nella Capitale, Natale sottotono e molto poco da segnalare. Molte delle illuminazioni natalizie sono state sostenute e finanziate da privati.

Salerno: belle come sempre le Luci d’Artista, tradizione ormai consolidata che riesce ad attrarre ogni anno milioni di turisti. Anche qui, la novità è la Ruota Panoramica, presa d’assalto da turisti e cittadini.

Salerno. Foto Instagram di fausessa
Salerno. Foto Instagram di fausessa

Se la passano male Bari e Palermo: nella prima, scenario desolante, senza le tradizionali palme solitamente accese per il Natale; anonima anche la città siciliana.

Nota di merito per Gubbio, dove è tornato a splendere l’albero di Natale più grande al mondo. 650 metri d’altezza ed effetti luminosi spettacolari, che creano giochi di luce cromatici unici nel loro genere. L’albero di Gubbio, inoltre, è un albero green, ossia illuminato in gran parte grazie all’energia solare.

Gubbio. Foto Instagram blogciaotutti
Gubbio. Foto Instagram blogciaotutti

Come si può notare, in Italia quasi tutti sono pronti al Natale, ma nessuno sta facendo parlare di sé come Napoli. Eppure, il polverone sollevato per l’installazione di N’albero continua a coprire (almeno parzialmente) il notevole successo che invece ci si potrebbe godere. Napoli, rispetto alle altre ‘grandi’ d’Italia, parte da un gradino più basso per motivi che ormai conosciamo: perché non assaporarci questo momento di notorietà senza alimentare inutili polemiche?

N’albero non sarà un capolavoro d’arte contemporanea, è vero, per alcuni è solo un ammasso di ferri che stona con il panorama su cui si affaccia, ma la nostra città ha bisogno di sentirsi protagonista. E questo è un modo come un altro per esserlo. Le bellezze naturali nessuno ce le toglie e vorremmo che ci fossero riconosciute da tutti prima quelle, ma diamo a N’albero la facoltà di renderci ancora più belli. Ce lo meritiamo.

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