Torre del Greco. Crac Deiulemar, i Della Gatta in aula: “Non abbiamo più soldi, ma…”

Il crac della Deiulemar, novità sul processoTorre del Greco. Hanno parlato per la prima volta davanti al pubblico dopo la decisione di collaborare con la giustizia. Ieri, i fratelli Della Gatta, coinvolti nel processo sul crac Deiulemar, sono tornati in aula. Grazie al loro pentimento hanno ottenuto gli arresti domiciliari.

L’udienza si è tenuta al Tribunale di Torre Annunziata, alla presenza di numerosi obbligazionisti e di molti risparmiatori che avevano investito nella compagnia di navigazione. A parlare per primo è stato Angelo Della Gatta, che ha svelato un particolare – riportato da Il Mattino – che ha fatto infuriare gli obbligazionisti: i 250mila euro in contanti utilizzati per l’acquisto della Bayres erano custoditi in una “cantina della nostra villa”, dove si svolgevano, nel 2014, gli incontri con Francescantonio (quest’ultimo non era presente in aula per problemi di salute).

I magistrati e gli inquirenti hanno cercato i soldi dei risparmiatori in mezzo mondo, e invece una parte di essi era proprio lì, a un palmo di naso. Le rivelazioni più interessanti, però, le ha fatte l’altro Della Gatta, Pasquale, che ha assicurato di “non avere più disponibilità economiche dirette”, ma che ci sarebbe un trust estero da 17 milioni di dollari da mettere a disposizione dei creditori, più altri beni.

I risparmiatori speravano in qualcosa di più, e a fine udienza hanno invocato il ritorno in carcere per i due Della Gatta.

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