Napoli, emergenza freddo: l’ex OPG “Je so’ pazzo” apre le porte ai senza tetto

clochard
L’emergenza freddo sta flagellando mezza Italia, specie al sud. Temperature sotto lo zero e neve stanno paralizzando diverse città. A farne le spese sono soprattutto quelle persone che non hanno un posto per potersi riparare. E’ il caso di Angelo Lanzaro, morto ad Avellino per il freddo. I più poveri stanno cercando di combattere queste gelide temperature, grazie all’aiuto di associazioni e volontari. L’ANM, diversi giorni fa, ha deciso di aprire in via eccezionale due stazioni della Linea 1 della metropolitana per poter accogliere clochard e senza tetto. A Napoli è scattata una corsa alla solidarietà che ha visto attivarsi diverse associazioni. E’ il caso di “Je so’ pazzo”, che ha messo a disposizione gli spazi dell’ex OPG per poter ospitare i più poveri.

Spiega l’associazione attraverso un comunicato: “Noi abbiamo paura di cosa possa accadere alle tante persone costrette a vivere per strada. La popolazione di senza tetto napoletana è stimata intorno alle 1500 unità, e le misure finora intraprese ci sembrano insufficienti per questa platea. I posti nei dormitori non bastano. Per questo, finché durerà l’emergenza freddo, metteremo a disposizione gli spazi dell’Ex OPG “Je so’ pazzo” di Materdei come dimora per i senza tetto. Non abbiamo né reti né materassi, né i servizi per accogliere questi esseri umani. Ma di fronte alla prospettiva di notti gelide per strada, di fronte all’immobilismo di soggetti ben più grossi e qualificati di noi, non possiamo restare indifferenti. E di certo sapremo offrire un’accoglienza più degna di una strada o di una stazione della metro“.

Prosegue: “Dalle 17 di oggi saremo all’Ex OPG per adattare e sistemare gli spazi per quest’accoglienza straordinaria, dalle 20 di lunedì fino alla fine dell’emergenza freddo apriremo ogni sera le nostre porte ai senza tetto. Invitiamo chiunque voglia dare una mano, in qualsiasi modo, a passare alla nostra Casa del Popolo, all’incrocio fra via Salvator Rosa e via Imbriani. Abbiamo bisogno di materassi, coperte, farmaci, stufe elettriche, materiale igienico. Ma soprattutto di compagnia e di calore umano, perché è innanzitutto l’indifferenza e il rifiuto a uccidere queste persone“.

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