Maurizio De Giovanni: “I miei Bastardi di Pizzofalcone non sono un anti-Gomorra”

Ieri sera, su Rai 1, è andata in onda la prima puntata della fiction “I Bastardi di Pizzofalcone”, ambientata a Napoli, in luoghi più o meno conosciuti, ma tutti suggestivi. La storia è tratta dall’omonimo romanzo di Maurizio De Giovanni, scrittore giallista amatissimo dai napoletani.

La Napoli raccontata dalla fiction è una Napoli che fa da cornice. La nostra città resta lì, sullo sfondo, tra uno scorcio di Piazza Plebiscito e uno di San Gregorio Armeno, passando per tutte le altre strade più o meno conosciute che fanno da scenografia alla storia.

Ma Napoli, stavolta, non è esattamente la protagonista. Protagonisti sono questi 6 poliziotti in cerca di riscatto e in cerca di se stessi, che stanno scontando punizioni a volte ingiuste e al contempo tentanto di risollevare le sorti di un commissariato che è solo croce e mai delizia.

Il paragone con Gomorra, in questi giorni, è stato facile. Ma tante sono le differenze con la serie tratta dal libro di Saviano. Nei “Bastardi”, il punto di vista è sovvertito, si guarda dal lato dei buoni e non dei camorristi, come invece succede in Gomorra. E della camorra, almeno nella prima puntata, non c’è stata traccia.

Lo stesso De Giovanni ha bocciato l’accostamento tra la sua creatura e Gomorra: “Anti-Gomorra? Rifiuto con grande forza questa definizione – ha detto al Corriere del Mezzogiorno –. I Bastardi sono una narrazione interna alla città, una narrazione comunque criminale, anche se si tratta di crimini più passionali, diversi da quelli della camorra. In ogni caso se avessimo voluto produrre un’antigomorra non avremmo scelto temi contigui, sarebbe stato meglio puntare su lati comici o sentimentali. Magari con un racconto filmico alla Così parlò Bellavista”.

La Napoli che racconta De Giovanni è una Napoli in chiaroscuro, una Napoli che cerca di emergere dal fondo anche con pochi mezzi, una Napoli di vicoli bui e poveri e di piazze e panorami che tolgono il fiato. “Sì, racconta una Napoli di luci e ombre, una metropoli complicata, piena di contrasti, una città di circoli nautici e di quartieri come il Pallonetto, una città in cui mondi diversi si trovano a poche centinaia di metri l’uno dall’altro”, dice ancora De Giovanni.

Una Napoli che a noi piace, con le sue contraddizioni ma con la voglia di non mollare mai.

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