‘Ndrangheta, le intercettazioni di Agnelli: “Questo ha ucciso gente…”

Emergono nuovi dettagli sulla vicenda che riguarda la Juventus ed i presunti rapporti avuti con esponenti dell’ndrangheta. Ve ne abbiamo parlato in più occasioni, quando il presidente bianconero Andrea Agnelli è stato convocato dall’Antimafia e quando ha recentemente espresso la totale estraneità ai fatti, dichiarando di non aver mai incontrato malavitosi. Per quanto riguarda l’inchiesta penale (denominata “Alto Piemonte”) Agnelli non è indagato. Il presidente bianconero rischia, invece, a livello di giustizia sportiva.

Ieri sono uscite alcune intercettazioni riguardanti proprio Andrea Agnelli e che potrebbero compromettere la sua linea difensiva. L’avvocato Chiappero, legale bianconero, aveva categoricamente escluso ogni contatto tra alcuni membri della società ed esponenti malavitosi. Le intercettazioni, come detto, smentirebbero questa tesi.

Nel documento diffuso dall’Huffington post, il procuratore della FIGC Pecoraro afferma che “non solo Agnelli fosse consapevole dei rapporti strutturati e delle concessioni fatte in favore dei gruppi del tifo organizzato e di esponenti malavitosi, ma che acconsentiva a tale condotta”.

Pecoraro allega quindi un’intercettazione in cui Agnelli è a colloquio con il responsabile sicurezza della Juve Alessandro D’Angelo, in cui si parla di un incontro tra Agnelli, Dominello e altri ultras. La conversazione risale all’agosto del 2016, e il presidente bianconero racconta: “So che erano lì…io ogni volta che li vedevo, quando li vedevo a gruppi facevo scrivere sempre le cose sui fogli, perché nella mia testa era per dargli importanza che scrivevo quello che dicevano”.

Pecoraro cita anche un’altra intercettazione, risalente al marzo del 2014, per smontare anche la linea secondo la quale la società Juve non fosse a conoscenza del profilo criminoso di alcuni esponenti ultrà: “Il problema è che questo – dice Agnelli riferendosi ad un capo ultras – ha ucciso gente”.

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