Video. Case popolari ai camorristi. De Magistris: “Si è agito in trasparenza”

Napoli – Tutta Napoli ha esultato quando è stata presa ufficialmente la decisione di abbattere le odiate e pericolose Vele di Scampia, ed assegnare agli occupanti delle nuove case popolari. Cosa succederebbe se alcune di queste case, invece che andare a scampioti bisognosi, venissero affidate a dei camorristi? Il Mattino ha denunciato oggi uno di questi casi: in una delle nuove abitazioni sarebbe stata assegnata alla famiglia di Davide Francescone.

Davide è stato accusato a gennaio di avere ucciso durante la sanguinaria faida di Scampia Antonio Landieri, giovane disabile in carrozzella. Attualmente l’uomo è in galera per altri motivi. Ciò che conta è che, secondo le analisi del Mattino, la sua famiglia sarebbe riuscita a mettere le mani sull’abitazione in barba a tutti i vincoli che vieterebbero simili eventualità per non far avvicinare la criminalità organizzata a queste assegnazioni.

Sempre secondo quanto riportato i funzionari dell’ufficio per l’attribuzione delle case avrebbero, in prima battuta, rifiutato la richiesta e sarebbe stata addirittura l’avvocatura comunale ad andare contro la decisione ed obbligare l’assegnazione.

Duro il sindaco Luigi De Magistris su queste accuse. Il primo cittadino ha risposto in un video sul canale del Comune ribadendo che: “Funzionari ed avvocatura hanno agito in trasparenza e secondo la normativa, se ci fossero, ma non sembrano esserci, lacune o errori provvederemo a rimuoverli. E’ stato fatto – conclude – un lavoro davvero difficile e davvero corretto e leggere queste cose fa male a chi ha lavorato per un obiettivo”.

[youtube height=”360″ width=”100%”]https://www.youtube.com/watch?v=USpiYwzN3a0[/youtube]

Potrebbe anche interessarti


Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più