Il nutrizionista: “Ecco il miglior piatto della Pasqua. Il casatiello fa male? Vi spiego…”

La Pasqua è uno dei momenti più attesi dell’anno, soprattutto in cucina. I piatti tipici della cucina napoletana si fanno largo tra tavole imbandite e pranzi fuori porta, come vuole la tradizione. Spesso, però, davanti a queste prelibatezze, si finisce per eccedere. Mangiare bene e stare in forma non è semplice, specie durante giorni di festa come quelli che arriveranno a breve. Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di intervistare un esperto in materia, che può fugare ogni dubbio o perplessità.

Abbiamo ascoltato il nutrizionista Vincenzo Andrea Borriello, dottore in Scienze della Nutrizione, sottoponendogli alcune domande su cosa mangeremo a Pasqua e Pasquetta, ma non solo. La prima curiosità è ricaduta sul casatiello, il piatto per eccellenza di queste feste. Un piatto spesso “demonizzato”, in virtù della sua ricchezza di ingredienti. “Prima di tutto, è necessario fare una distinzione tra casatiello e tortano. Entrambi sono entrambi prodotti tipici della Pasqua e della cucina napoletana – spiega il medico – Il tortano, è costituito da farina, strutto, salumi, cicoli. Il casatiello prevede questi ingredienti e, in più, il pecorino in abbondanza, oltre alle uova sode. Sono presenti grassi di origine animale, dati dall’utilizzo dei cicoli, dei salumi e dei formaggi. Una dieta ricca di grassi saturi può portare ad un aumento del rischio cardiovascolare e della concentrazione di colesterolo nel sangue. E’ un alimento grasso, quindi, perché povero di proteine e presenta principalmente carboidrati, dati dall’impasto, e quindi dalla farina, e dalla presenza del grasso delle uova”.

Un piatto molto ricco, insomma. Ma fa male mangiarlo? “Tra i due prodotti, il più leggero da mangiare è il tortano. Il casatiello, infatti, può raggiungere anche le 600 calorie a porzione. Fa male? Se, nella dieta di tutti i giorni, viene consumato soltanto a Pasqua, si può tranquillamente mangiarlo, a meno che non esistano particolari patologie metaboliche”. Per evitare problemi o per un occhio più attento alla linea, il medico consiglia di “limitare il più possibile l’uso dello strutto, in modo da renderlo più asciutto e più simile ad una torta rustica. Un altro cambiamento per alleggerirlo può riguardare la scelta dei salumi. Si può preferire, ad esempio, il prosciutto cotto, sgrassato e tagliato a tocchetti al posto del salame. Cosi come eliminare i cicoli, che sono grasso puro, essendo derivati dalla cotenna del maiale”.

Non solo però casatiello, a Pasqua sono diversi i piatti della tradizione napoletana, come ad esempio la pastiera, “la cui ricetta originale prevede un quantitativo energetico di 400 calorie a porzione. Assieme alla colomba, sono due dolci ricchi in zuccheri e dal punto di vista calorico si equivalgono. Quale preferire? Se si segue la ricetta tradizionale, e quindi senza l’aggiunta di cioccolata o creme extra, la pastiera può essere più indicata rispetto ad una colomba tradizionale“.

Attenzione invece all’agnello – precisa il medico – poiché bisogna considerarlo come carne rossa, e non carne bianca. La carne rossa viene chiamata così per il colorito delle fibre muscolari ma soprattutto per il grasso difficile da separare dalla carne stessa. Bisogna prestare attenzione alla modalità di cottura. Ad esempio la cottura al  forno, con le patate o i piselli, fa liquefare quei grassi che vengono poi assorbiti dal contorno dell’agnello. E, quindi, si finisce per mangiare lo stesso quel quantitativo di grasso”. Prelibatezze, come l’agnello, la colomba e la pastiera che “si possono assolutamente mangiare se la propria dieta non è ricca abitualmente di grassi”.

Altro piatto tipico di queste feste di Pasqua è senz’altro l’uovo di cioccolato. Amato dai più piccoli, impazienti di scoprire la sorpresa celata al suo interno, ma soprattutto dai più golosi. A dispetto delle dicerie, mangiare cioccolato fa bene, se limitato a piccole porzioni, come ci spiega il medico: “La porzione standard di cioccolato è sui 20/30 grammi al giorno per una persona senza patologie. Se vogliamo mangiare l’uovo di cioccolato, facciamo, però, una scelta intelligente. Preferiamo un cioccolato fondente e non al latte, evitiamo cioccolato farcito con altri gusti. Meglio un cioccolato extra fondente al 70%, da poter mangiare tranquillamente anche ogni giorno. Perché il cioccolato contiene la teobromina, una sostanza naturale che stimola la produzione di serotonina, che ci dà buon umore“.

Esiste, però, un alimento di queste feste da poter mangiare senza l’assillo dei grassi e delle calorie? “Un alimento pasqualino, nutriente e molto meno calorico rispetto a quelli di cui abbiamo parlato in precedenza, sono senza dubbio le fave. Soprattutto adesso che è il periodo di questo legume. Sebbene sia il più calorico tra i legumi secchi, mangiate fresche, le fave possono essere un alimento prezioso, dal momento che contengono proteine e minerali. Via libera alle fave, quindi“.

Va da se, però, che di fronte a questo ingente quantitativo di calorie, bisogna necessariamente mettersi in moto per bruciarle: “Un modo efficace per smaltire questi alimenti è senz’altro quello di fare delle gite fuori porta, e quindi lunghe passeggiate”. Nessuna indicazione particolare o attività fisica intensa. Per smaltire le abbuffate di questi giorni bastano “almeno 30 o 40 minuti di passeggiata, in modo da attivare il consumo dei grassi del proprio organismo. Un’attività fisica da svolgere in maniera moderata e non troppo elevata”.

Per non eccedere, invece: “Casatiello, pastiera, e tutti gli altri prodotti precedentemente enunciati non diventino il piatto principale, perché spesso è questo l’errore che non bisogna commettere. Evitare un pasto a base di casatiello, pastiera o pizza rustica, accompagnato magari da un contorno di salumi. Per evitare un pranzo squilibrato e calorico il mio consiglio è che una fetta di casatiello, ad esempio, sia un accompagnamento al pranzo, che può prevedere della carne alla brace o del pesce, e non la portata principale“.

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