Il Financial Times celebra ‘O Sole mio: “Fu il più grande successo di Elvis”

Il Financial Times, il quotidiano anglosassone più famoso al mondo, ha recentemente pubblicato sul suo sito un articolo interamente dedicato a “‘O Sole mio”. Il giornale ripercorre la storia della canzone dal 1898, anno in cui venne composta da Eduardo Capua, ad oggi, mostrando come sia, nei fatti, la canzone più cantata della storia della musica. Nel 1915, infatti, un anno prima che Caruso la registrasse, esisteva già una traduzione in inglese ad opera di Charles W Harrison, celebre tenore.

Nel 1921, la melodia venne adattata per un celebre inno popolare dal titolo “Down From His Glory”. Un anno più tardi, “‘O Sole mio” venne suonata alle Olimpiadi come inno italiano grazie allo storico errore per cui l’orchestra dell’evento perse lo spartito dell’Inno di Mameli. Questo dimostra quanto, già al tempo, la musica dell’opera fosse talmente tanto radicata nella cultura globale da poter essere suonata anche senza testo avanti.

Tony Martin, attore e cronista, lo riadattò ancora nel singolo “There’s No Tomorrow”, nel 1950. Questa versione, di scarso successo a dire il vero, ispirò a tal punto il re del Rock, Elvis Presley, che il cantante chiese alla sua casa discografica di preparare una nuova cover della canzone napoletana. Nacque “It’s Now or Never” che con i suoi 10 milioni di copie vendute divenne il più grande successo di Elvis.

Il Financial Times ricorda ancora altre circostanze in cui la melodia o il testo dell’opera sono stati riadattati ed usati: da uno spot per i gelati al recente coro da stadio che gli inglesi hanno dedicato al ct italiano Capello. Ripercorrendo 119 anni di storia della musica gli inglesi hanno voluto posizionare “‘O Sole mio” in un Olimpo in cui rientrano solo le opere che hanno veramente cambiato il mondo ed il modo di vederlo.

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