Due scosse lievi sul Vesuvio e arriva la proposta: “Lo proviamo il piano di evacuazione?”

Vesuvio

Nel giorno in cui si celebravano i 70 anni dall’ultima eruzione, il Vesuvio ha festeggiato con due sismi durante la notte. Entrambi i fenomeni, che rappresentano la normalità per un vulcano in attività, sono di lieve entità. Il primo si segnala alle 4,12 del mattino di magnitudo 1.6 della scala Richter. Il secondo pochi minuti dopo, alle 4,23 di magnitudo 1.9. Entrambi i fenomeni si sono registrati nella notte del 18 marzo.

Niente di preoccupante: ogni anno il Vesuvio registra fenomeni di questa entità, ma è in concomitanza di questi sismi lievi che Emilio Borrelli, assessore provinciale alla Protezione Civile e membro dei Verdi, si è fatto portatore di una un’esigenza che riguarda l’attuazione del piano di evacuazione:

Continuano le scosse di terremoto, anche se di non elevata intensità. Per l’ ennesima volta questi episodi dovrebbero spingere la Protezione Civile Nazionale ad effettuare le prove di evacuazione tra la popolazione della zona rossa e rendere operativo il piano di evacuazione in caso di emergenza”.

Borrelli non ha tutti i torti: per molti cittadini, ma anche per molti politici, questo piano di evacuazione rimane un tabù. Nessuno ne vuole parlare e nessuno si vuol prendere la responsabilità di informare di più i cittadini e magari mettere in atto delle simulazioni. La paura è quella di provocare allarmismo tra la popolazione della zona rossa, sebbene così facendo rimaniamo del tutto impreparati.

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