Allarme dei Geologi: “Rischio di frane ed alluvioni in Campania: colpa del clima”

Napoli – Si è tenuto oggi , presso il Real Museo Mineralogico di Napoli, un convegno sull’influenza dei drastici cambiamenti climatici sul piano geofisico e delle possibili disastrose conseguenze. “In Campania il cambiamento climatico rischia di causare anche un aumento di frane soprattutto in zone con terreni facilmente disgregabili” è l’allarme lanciato dal geologo Gilberto Pambianchi, docente dell’Università di Camerino e Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia, nell’intervento riportato dal Mattino.

Scioglimento dei ghiacciai, innalzamento delle temperature, irrigidimento delle stagioni sono le cause principali, secondo quanto dichiarato dagli studiosi presenti, degli ultimi dissesti idrogeologici che hanno causato disastri e vittime in tutta Italia. Pambianchi incolpa anche la drastica diminuzione di fondi destinati alla ricerca, passati da 140 milioni di 10 anni fa a 20-30 milioni.

La professoressa Micla Pennetta, dell’Università Federico II di Napoli, ha fatto notare come anche la mano dell’uomo stia contribuendo all’insorgere di tali fenomeni. Cita ad esempio le coste di Mondragone e di Sessa Aurunca, dove “L’arretramento della riva è connesso, oltre agli effetti dei processi naturali, alla costruzione di sbarramenti e briglie fluviali lungo il fiume Garigliano, alla coltivazione di cave di sabbie in alveo nonché direttamente sulle spiagge”. Grazie ai suoi studi su queste coste, la Pennetta è riuscita anche a scoprire i resti di un insediamento romano, un patrimonio minacciato dall’erosione.

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