Crollo Torre Annunziata, la tragedia del Sud che non interessa alla TV italiana

L’ansia e la tristezza stanno lentamente facendo posto alla rabbia, alla frustrazione. Di fronte all’ennesimo disastro tutta italiano, anche le parole sembrano ripetersi in maniera quasi banale e meccanica: “Una tragedia che poteva evitarsi”. Quante volte abbiamo ripetuto questa frase? Troppe.

Quello che è successo a Torre Annunziata deve far riflettere non soltanto le istituzioni locali, ma lo Stato italiano. Il crollo è il simbolo della superficialità tutta italiana: palazzi vecchi, fatiscenti, che rischiano di crollare da un momento all’altro. Ed è ancora una volta il Sud a farne le spese, essendo maggiormente esposto a questo rischio.

Nella speranza, forse vana, che non si verifichi un altro disastro del genere, resta un sentore di indifferenza che il mondo dell’informazione ha avuto nei confronti di Torre Annunziata. Com’è possibile che la tv italiana abbia – con delle eccezioni – solo riportato la notizia, senza dedicare gli approfondimenti che avrebbe meritato?

La tv generalista, ancora una volta, mostra la totale impreparazione ed inadeguatezza nell’affrontare notizie di questo tenore. Basti pensare alla Rai, a quello che ci ostiniamo ancora a chiamare servizio pubblico. Nemmeno uno straccio di speciale si è intravisto sulla rete ammiraglia.

Tutti i principali telegiornali generalisti hanno proposto servizi in merito, ma nessun approfondimento o una diretta sul posto per raccontare quello che stava accadendo. Solo i canali all news come Rai News e SkyTG24 hanno raccontato, in tempo reale, il lavoro dei soccorritori.

Qualche servizio su Mediaset, ma nessun cambio della programmazione, nessuno speciale, nessuna diretta, quasi come se fosse una giornata come un’altra. Il dubbio che il crollo di Torre Annunziata sia stato trattato come fosse notizia di serie B, di fronte a questa indifferenza mediatica, diventa praticamente una certezza.

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