Libero, il titolo della vergogna: “A Napoli si bruciano da soli, non è colpa dello Stato”

Non è una novità, ormai, penseranno in tanti. Ma ogni volta la sensazione è la stessa: vergogna. La vergogna che proviamo è quella di trovarci in un Paese in cui ci si accorge che metà Sud sta bruciando solo dopo giorni in cui il fuoco ha distrutto chilometri e chilometri di macchia mediterranea. La vergogna è constatare che quelli che dovrebbero essere strumenti mediatici in grado di informare e anche di avvicinare le persone, non fanno altro che fomentare attriti e odio, gettando altra benzina su fiamme già incontrollabili.

Oggi il quotidiano Libero ha titolato così in prima pagina: “A Napoli si bruciano da soli”. Nel catenaccio del pezzo si legge: “Piromani inceneriscono 100 ettari di bosco per boicottare il nuovo Parco Nazionale del Vesuvio e salvare migliaia di case abusive da abbattere. Il sindaco si straccia le vesti ma non fa nulla per i criminali. Intanto i turisti fuggono”. Ciliegina sulla torta, l’occhiello: “Altro che incolpare lo Stato assente”.

Che dietro tutta questa drammatica vicenda ci sia la criminalità organizzata, è chiaro e palese. Che servano maggiori controlli, maggiori pene, maggiore attenzione su tutto ciò che può diventare lucro per la camorra, non lo scopre certamente Libero. Non ci sembra giusto, però, speculare in copertina su una vera e propria tragedia naturale, che ha colpito flora, fauna e anche la quotidianità di chi vive in prossimità del vulcano, avvolto da un fumo nero che ha raggiunto praticamente tutte le città del vesuviano (e di certo non solo le case abusive citate nell’articolo).

Ancora una volta tanti cittadini onesti scontano pene altrui, ma questo poco importa a chi deve, sempre, incessantemente, fare politica con le disgrazie e accentuare le crepe che almeno nella solidarietà potrebbero trovare un equilibrio.

Siamo i primi ad esigere la verità, i primi a provare rabbia e impotenza di fronte a un cancro che mangia la nostra terra, ma questo titolo, caro Libero, ci fa sentire ancora più soli. Terribilmente soli.

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