Riecco il sindaco di Cantù sul dramma Vesuvio: “Ora vedono cosa intendevo dire…”

sindaco di CantùAppena estintesi le fiamme sul martoriato Vesuvio, ci pensa Claudio Bizzozero, l’ormai arcinoto sindaco di Cantù, a gettare benzina sul fuoco in merito all’emergenza roghi che ha interessato il vulcano napoletano negli ultimi giorni. Il gravissimo disastro ambientale (senza dubbio doloso) ha rappresentato, infatti, per il politico settentrionale l’ennesima occasione per provare a difendere le veementi e offensive affermazioni fatte riguardo a Napoli lo scorso marzo.

Anche stavolta il sindaco di Cantù ha affidato a Facebook la sua improbabile opera di redenzione al cospetto del popolo napoletano. Dopo aver tentato di rimediare al polverone alzato con lo “sfortunato” e provocatorio post contro la città partenopea e contro Salvini, Bizzozero ieri è tornato a “filosofeggiare” sulle questioni napoletane, soffermando ovviamente l’attenzione sugli incendi che hanno interessato uno dei massimi simboli mondiali del capoluogo partenopeo, il Vesuvio.

GLI INCENDI SUL VESUVIO E L’INDIGNAZIONE POPOLARE
Centinaia di ettari di boschi inceneriti per boicottare il Parco Nazionale del Vesuvio.
Migliaia di case abusive costruite in aree di tutela ambientale, che andrebbero semplicemente abbattute.
Membri del Corpo Forestale dello Stato che nel corso degli anni sono stati condannati per avere appiccato incendi al solo scopo di giustificare la loro esistenza (peraltro in larga parte in soprannumero).
Decine di ettari di terreno destinati a discariche abusive gestite dalla camorra.
Gruppi della Forestale (oggi smembrata) sostituiti dalla regione con società private (!!!), spesso infoltite di dirigenti.
Mezzi di pronto intervento anti-incendio (a partire dagli elicotteri) fermi nei garage a prendere polvere.
Quando mesi fa criticai duramente Napoli (e io non parlavo dei napoletani ma di un sistema di potere) in molti s’indignarono e gridarono allo scandalo, dicendo che avevo esagerato.
Oggi vedono (e respirano) un chiaro esempio di cosa intendevo dire.
Chissà cosa staranno pensando ora.

Una riflessione, a dire il vero, probabilmente stimolante e costruttiva, se affrontata senza preconcetti da tutte le parti in causa, ma chissà se le risposte che potrebbero derivare dalla sua domanda finale lo troverebbero concorde.

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