Blue Whale, torna l’incubo in Campania: 15enne salvata prima della fine

Si ritorna a parlare di Blue Whale, il pericoloso processo di autolesionismo che porta alla morte per suicidio nato in Russia, molto diffuso tra gli adolescenti, portato alla ribalta della cronaca dalla trasmissione Le Iene. Questa volta riguarda un caso in provincia di Salerno. Una 15enne del salernitano, ha denunciato le violenze che gli venivano ordinate a distanza, prima ai genitori e poi alla polizia postale. Pare che la ragazza si era procurata anche i soliti tagli sull’avambraccio sinistro che raffigurano la forma di una balena. Dai racconti della 15enne, pare che il tutto era iniziato per aiutare altre ragazze, così aveva deciso di scaricare sul suo cellulare il “facebook russo” e aveva iniziato a seguire il percorso Blue Whale.

Come riportato da lacittàdisalerno.it, dopo alcuni giorni però era rimasta sempre più attratta dalla situazione e aveva deciso di seguire le istruzioni che gli venivano ordinate on line. Oltre all’autolesionismo la ragazza veniva obbligata a minacciare di morte la famiglia e a prepararsi a compiere il suicidio il 50° giorno dall’inizio del “processo”. Questo percorso al suicidio è stato fortunatamente interrotto dai suoi genitori che, insospettiti da alcuni atteggiamenti della figlia, hanno insistito affinchè raccontasse cosa le stava accadendo. Messa alle strette la 15enne ha raccontato tutto ai suoi genitori.

Ora la Procura di Salerno ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio a carico di ignoti mentre il telefono della ragazza è stato sequestrato. Attualmente sono in corso le indagini allo scopo di individuare i responsabili. I genitori erano ignari dell’esistenza di questo fenomeno, ma quando hanno visto le chat mostrate dalla loro stessa figlia non c’è stato più nemmeno un minuto da perdere. Gli inquirenti mirano ad individuare le amiche della 14enne che facevano lo stesso gioco.

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