Corno sì, corno no, il soprintendente: “Alla Stazione marittima per un grande progetto”

Il corno cerca casa. A Napoli il dibattito sulla “mascotte” del prossimo Natale si fa sempre più fitto. La Soprintendenza ha bocciato l’installazione della struttura sul Lungomare e in piazza Plebiscito, ora si fanno avanti nuove ipotesi. Quali? La stazione marittima, ad esempio, dato che la zona è già al centro di un progetto.

Ne ha parlato a La Repubblica il soprintendente all’Archeologia, belle arti e paesaggio di Napoli, Luciano Garella: “Il corno alla Stazione Marittima? Perché no, tolte le auto magari. La zona è al centro di un progetto: la società che ha in gestione la Stazione vuole eseguire opere di valorizzazione, una serie di investimenti per creare qualcosa che lanci i prodotti della Campania, che sia forse come l’aeroporto di Capodichino: una vetrina anche per la cultura. Ci stiamo lavorando , abbiamo il placet degli imprenditori per una sponsorizzazione di carattere tecnico. L’idea è metterlo nella parte antistante, dove è il parcheggio, distanziandolo un po’ si potrebbe avere una giusta percezione”.

Archiviate, come dicevamo, le due precedenti sedi per il corno: “Per tutte e due (Lungomare e piazza Plebiscito), è un oggetto troppo evidente e un po’ particolare. Il disegno, diciamolo con molta franchezza, è sempre molto più garbato di quanto poi non venga fuori dalla realizzazione. Mi dicevano che fra l’altro il corno per essere efficace deve essere anche lucido, bisogna mettere teli luccicanti, il rischio è che tecnicamente non venga una cosa gradevole, questo indipendentemente dal fatto che il manufatto sia molto evidente, 10-15 metri più dell’albero dell’anno scorso. E non è un titolo di merito che si veda da Capri”.

Corno, quindi, bocciato quasi tutta la linea: “È apprezzabile dal punto di vista della caratterizzazione, ci sono elementi specifici della napoletanità che sono stati fatti propri da persone molto importanti, a cominciare da Eduardo De Filippo, ma nella realtà il manufatto ha una resa diversa”.

Al momento, comunque, non c’è nero su bianco ma solo tante chiacchiere: “Formalmente non abbiamo ricevuto progetti – specifica Garella – e formalmente nulla abbiamo detto ma ormai è chiaro che quella collocazione non va bene”.

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