Federico II, presunti brogli ai test di Medicina. Il presidente: “Una bufala”

Si sono svolti il 5 settembre scorso, ma i test di ammissione alla Facoltà di Medicina dell’Università Federico II di Napoli continuano a far parlare di sé e non certo per i risultati delle prove (quelli si conosceranno solo il 3 ottobre). Piuttosto si è parlato e si parla di presunte irregolarità avvenute durante i 100 minuti della prova, unica per tutta Italia, per le quali sarebbe stata aperta anche un’inchiesta da parte della Procura di Napoli, tuttavia assolutamente smentita dal presidente di commissione, Cesare Gagliardi.

Secondo un’inchiesta svolta dal quotidiano Il Mattino, infatti, sarebbero state vendute le prove in cambio di denaro. In particolare ad essere indagati, col l’accusa di corruzione, sarebbero un’addetta alla sorveglianza durante i test e il marito, un ex impiegato della Federico II. Inoltre, alcuni studenti avrebbero lamentato l’utilizzo da parte di altri di penne personali, di cellulari e l’aver continuato il test oltre il tempo consentito, mentre si era in fila per la consegna.

Accuse pesantissime per l’Ateneo e per tutti i docenti e funzionari addetti alla sicurezza e alla sorveglianza dei test di ammissione a Medicina, alle quali ha voluto rispondere in maniera perentoria il presidente della commissione d’esame, Cesare Gagliardi: “L’impressione che ho è che si tratta di fandonie gonfiate ad arte da qualche avvocato – ha affermato a IlMattino.it -. Ho dubbi che la stessa Procura abbia aperto un’inchiesta, anche perché altrimenti l’avremmo saputo. Sarebbero venuti qui a chiederci documenti, carte, nominativi. Invece nulla, nessuna comunicazione risulta al rettore, al presidente della scuola di Medicina e Chirurgia e tantomeno a me”.

A dire il vero, tuttavia, una denuncia alla commissione è arrivata, ma per Gagliardi si è già intervenuti sul problema: “Pochi giorni dopo la prova, l’8 o il 9 settembre, è arrivata una missiva alla scuola di Medicina firmata da un candidato che ha esposto quanto sarebbe accaduto nell’aula A03: tre persone in coda nel consegnare il foglio della prova sono intervenuti correggendola a tempo scaduto. Il responsabile di aula, però, su segnalazione di un candidato è intervenuto al momento, identificando i tre; noi in commissione abbiamo poi provveduto alla loro eliminazione dai test. Quindi il problema non sussiste, poiché siamo intervenuti già su questo reato“.

Per quel che concerne, invece, il possibile uso di cellulari da parte di alcuni esaminandi, Gagliardi ha affermato: “Nella denuncia che ci è pervenuta c’erano anche foto di cellulari sui banchi, ma la stessa foto è stata scattata proprio con un cellulare, per cui dovremmo contestare prima il denunciante. Ho inoltre letto che alla Federico II sarebbero avvenute il 13% di irregolarità, cioè ben 450 persone su 4220 candidati non avrebbero rispettato il regolamento. Mi sembra un fatto molto strano che però ci sia giunta una sola denuncia. Non vorrei che si trattasse solo di un polverone aizzato da qualche avvocato che ha ricevute lamentele dal proprio assistito“.

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