Pescavano tra le rovine di Pozzuoli. Arrestati i due pescatori sub

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Sono stati scoperti in flagranza di reato i due pescatori subacquei intenti a pescare con reti e nasse di ferro tra le rovine archeologiche nell’ Area Marina di Baia. Un vero e proprio attentato alle bellezze artistiche di Pozzuoli.

Da anni la capitaneria di Porto cerca di sconfiggere la pesca illegale nelle acque di Pozzuoli coperte dal vincolo storico, ma  numerosi sono i pescatori illegali che nonostante gli assidui controlli sfuggono alla legge mettendo i pericolo l’integrità dell’area archeologica.

Numerose sono state le reti ritrovate nelle acque di Baia Sommersa, ed altrettanto numerose le nasse di ferro, indispensabili per la pesca ed estremamente pericolose per mosaici ed altri reperti.

Quello della pesca illegale nelle aree protette di Pozzuoli sembra essere diventato un problema di difficile risoluzione, vista l’evidente difficoltà di cogliere i colpevoli sul fatto.

Nell’operazione sono stati sequestrati 500 chilogrammi di pesce che sarà donato in beneficenza.

Questa manovra avrebbe permesso ai pescatori di guadagnare poche migliaia di euro al mercato del pesce, mercato che difficilmente li rivedrà presto in azione. Gli agenti della Capitaneria di Porto hanno infatti posto sotto sequestro numerosi strumenti e attrezzi subacquei oltre ai 2,5 km di rete e alle 52 nasse di ferro.

Oltre al sequestro del materiale, i due pescatori dovranno pagare una sanzione di circa duemila euro a testa.Intanto continuano i pattugliamenti per salvaguardare uno dei patrimoni archeologici più importanti della Campania, mentre noi ci chiediamo quali possano essere le strategie migliori per evitare che cose del genere accadano ancora.

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