VIDEO. Chi e perché ha distrutto il Vesuvio? Le 4 ipotesi sui piromani

Giulio Golia, inviato de “Le Iene”, si è recato alle pendici del Vesuvio per documentare la situazione a tre mesi dai roghi che hanno devastato il Parco naturale. Lo scenario è ancora apocalittico: un’immensa distesa di cenere bianca, il verde è solo un miraggio.

Sono passati più di 90 giorni da quando quel muro di fiamme avvolgeva il nostro vulcano quasi a simulare un’eruzione. Migliaia di ettari persi, incendi talmente vasti da mettere a rischio anche chi risiede nei dintorni, circa 800mila abitanti. E’ un miracolo che nessuno si sia fatto male.

Oggi, si cerca di dare risposte ai tanti interrogativi, soprattutto al più importante: chi ha voluto distruggere il Vesuvio? Nel servizio andato in onda durante il programma di Mediaset, grazie anche all’intervento di Francesco Emilio Borrelli, consigliere dei Verdi, sono state avanzate 4 ipotesi. Eccole:

Prima ipotesi: operai idraulico forestali, lavoratori stagionali precari che in Campania sono circa 5mila. Si occupano di manutenzione e prevenzione e sono chiamati in estate a seconda delle necessità. E’ normale, quindi, che se aumentano le necessità aumenta anche il loro lavoro;

Seconda ipotesi: abusivismo edilizio. C’è un vincolo che eviterebbe la costruzione di nuove case a ridosso dell’area, ma in passato si è costruito, e le vecchie case sono in fase di acquisizione dagli enti locali proprio perché illegali. In questo caso sarebbe una specie di “vendetta”;

Terza ipotesi: smaltimento de rifiuti. Anni e anni di sversamento illecito di qualunque cosa. Si brucia tutto per due motivi: nascondere le prove e ridurre la massa dei rifiuti, in modo da poterne aggiungere altri;

Quarta ipotesi: investimento sugli appalti. Quando ci sono interventi di somma urgenza, non si fanno gli appalti ma affidamenti diretti. E in questo caso il rimboschimento del Parco sarà un business enorme.

Per rivedere il servizio con tutti i particolari, cliccare qui.

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