Scippi, rapine e tossici a Porta Nolana: l’EAV chiede un presidio di polizia nella stazione

Qui Porta Nolana. Il capolinea della Circumvesuviana di Napoli è un intreccio di etnie e folklore, ma anche uno specchio del degrado che circonda la stazione. L’allarme sicurezza sale alle stelle quando cala il sole: a mo’ di coprifuoco, dalle 19:30 in poi chi si avvicina alla zona si imbatte in clochard, tossici e spesso anche prostitute. Così, Umberto de Gregorio e Pasquale Sposito, rispettivamente presidente e direttore generale dell’EAV, hanno scritto al prefetto di Napoli, Carmela Pagano:

“Nonostante il servizio di vigilanza armata predisposto dall’Eav, la presenza presso la stazione di barboni, questuanti, borseggiatori e tossicodipendenti non è stata eliminata, rendendo pericolosa la permanenza sia dei dipendenti della società che degli utenti”.

Scippi, rapine, questuanti e balordi, per i pendolari è facile trovarsi immischiati in situazioni spiacevoli. Ora, scrive Il Mattino, l’Eav chiede un posto di polizia dentro la stazione. Un gabbiotto con dentro un agente del commissariato o un carabiniere che intervenga ogni volta che è necessario, perché il vigilantes non è sufficiente.

Chi non c’è più, invece, è Maria, la decana dei senzatetto che “vivono” a Porta Nolana. La donna, che viveva in condizioni estreme e spesso espletava i suoi bisogni davanti ai passanti, ora è stata affidata ai servizi sociali e sta bene.

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