Stupro Marechiaro, uno del branco si scusa: “Mi odio per quello che ti ho fatto”

Ha scritto una lunga lettera uno dei tre minorenni che lo scorso maggio stuprò una ragazzina sugli scogli a Marechiaro. Nella lettera, riportata da Il Mattino, il ragazzino si dice pentito e di aver compreso il dolore che ha inflitto alla ragazza solo dopo averla vista in Tribunale.

“Devo ammettere che solo dopo averti rivisto in Tribunale e aver sentito quello che hai vissuto mi sono reso conto dell’orribile gesto che ho commesso. Non lo dimenticherò mai, ti ho trattata come un oggetto senza pensare alle conseguenze… non so cosa mi sia preso. Purtroppo, l’errore commesso non lo posso cancellare, ma sono disposto a fare tutto il possibile per rimediare.

Pois si difende: “Io non sono uno stupratore e non sono un ragazzo violento e ora credimi mi odio da solo per quello che ho fatto a te e alla tua famiglia che ho visto in Tribunale accanto a te, che soffre come ora sta soffrendo la mia famiglia. Ti scrivo questa lettera senza pretesa di avere ora il tuo perdono, ma sperando di potermelo guadagnare con il tempo con l’aiuto delle persone che sono qui accanto a me nella comunità di recupero.

“Spero che l’ammissione della mia responsabilità serva anche ad evitare che su facebook ti attacchino perché è colpa mia se la gente ha pensato male di te. Anche io ho una sorella e una madre, chiedo scusa anche alla tua famiglia, anche se so che non mi perdoneranno mai. Ti auguro il meglio”.

La lettera è stata spedita dal legale del minorenne, arrestato insieme ad altri due con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una ragazza di 15 anni. Un gruppo di cinque ragazzi (due sono non sono stati accusati) avrebbe immobilizzato la ragazzina e costretta a subire violenza sessuale.

I tre ora chiedono perdono, anche se come ha scritto uno dei minorenni, sarà difficile ottenerlo dopo quello che hanno commesso. Chi ha scritto la lettera è stato quello che inizialmente ha finto di volerla aiutare per poi invece abusare nuovamente di lei.

I minorenni si trovano ora in tre comunità diverse. Inoltre la povera ragazzina ha dovuto subire su facebook minacce e insulti da parte del branco che l’ha violentata ripetutamente.

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