“Vien a zappà”, un orto tutto tuo gratis confiscato alla camorra: come averlo

Foto di Masseria Antonio Esposito Ferraioli

Parte da oggi 30 novembre 2017 un bando per l’assegnazione di 100 orti urbani della Masseria Antonio Esposito Ferraioli di Afragola, il più grande bene della provincia di Napoli confiscato alla camorra. Il bando scade alle ore 12,00 del 15 dicembre 2017. Con il motto “Vieni a zappà” si potranno coltivare 100 mq di terra confiscata a titolo gratuito.

Il bando è rivolto a chiunque, cittadini afragolesi e non. Una parte degli orti, corrispondente al 20%, sarà riservata ad immigrati, persone con disabilità che dimostrino di poter condurre l’orto, anche con l’ausilio del nucleo familiare o di un tutor.
Una parte degli orti, non superiore al 30% sarà assegnata a scuole, associazioni, gruppi scout.

La Masseria è dedicata ad Antonio Esposito Ferraioli, detto Tonino. Era un giovane cuoco che lavorava nella mensa dello stabilimento paganese FATME, azienda leader nel settore dell’elettronica. Era un delegato sindacale, e da sempre era impegnato nel sociale frequentando gli scout. Tonino era molto bravo nel suo lavoro, amava ciò che faceva.

A Pagani però alla fine degli anni ’70 dominava la guerra di camorra. Da un lato c’erano i fedelissimi di Raffaele Cutolo che volevano espandersi, dall’altro i camorristi locali rimasti a difendere i pochi “feudi” rimasti. Si sparava spesso, la città era soprannominata “far west”.

Un giorno Tonino scopre che la fornitura di carne arrivata nella mensa era marcia. Da sempre combatteva per migliorare la qualità degli alimenti forniti agli operai. Docile e schivo nella vita, come sindacalista rappresentava con tenacia e passione i suoi colleghi e dopo l’orario di lavoro si dedicava ad assistere i disabili. Stanco delle truffe sulla carne messe in atto dalla camorra decise di denunciare.

Non riuscì a farlo. La notte del 30 agosto 1978, alle due di notte, Tonino viene colpito alla schiena con una lupara. Si accascia a terra in una pozza di sangue. Nessuno sembra aver visto nulla. Angela, la sua fidanzata, promessa sposa, si affaccia e urla dalla disperazione. Inutile la corsa all’ospedale. Tonino muore poco dopo a soli 27 anni.

Una storia triste, una delle tante, purtroppo, che si susseguivano in quegli anni. Proprio per ricordare quel ragazzo, che nel suo piccolo voleva cambiare il suo paese, la Masseria ha voluto dargli omaggio portando il suo nome. La Masseria viene gestita in collaborazione con una fitta rete di soggetti: in primis le scuole del territorio, ma anche tante associazioni, e singoli cittadini che si impegnano in prima persona per la restituzione della Masseria alla collettività.

Ogni due settimane organizzano un’assemblea pubblica di progettazione partecipata a cui sono tutti invitati a partecipare: chiunque abbia un’idea, un suggerimento, e voglia mettere un po’ del suo tempo a disposizione per contribuire a restituire la Masseria alla collettività.

Sono queste le attività che ci piacciono per rendere la nostra terra un posto migliore per il presente ma soprattutto per il futuro.

Qui il bando per partecipare.

Pagina facebook della Masseria.

Potrebbe anche interessarti