Reggia di Caserta, il tecnico: rischio di crolli in più aree del monumento

Reggia di Caserta

La prestigiosa Reggia di Caserta, è l’attrazione turistica campana che da 2 anni raggiunge ed aumenta la sua reputazione grazie al numero altissimo di visitatori. Solo qualche giorno fa è caduta una parte del soffitto nella Sala delle Dame di compagnia che si trova poco distante dalla biblioteca.

Questo evento poco piacevole fa dunque sorgere svariate domande circa la sicurezza e la manutenzione degli svariati punti interni del monumento. Come riportato dal corriere.it emerge dunque che l’incidente potrebbe ripetersi e che il palazzo è in “continuo movimento” come spiega l’ ingegnere Mario Tartaglione, responsabile della sicurezza “i microspostamenti non si fermano mai perché il monumento non è stato realizzato su una superficie sufficientemente rigida“.

L’area crollata era monitorata da tempo e al di sotto si trovava anche una panchina colpita a sua volta da calcinacci ma dove per fortuna nessun visitatore vi si era seduto. Dopo l’accaduto lo storico dell’arte della direzione del museo Pino Graziano ha fornito le schede tecniche  e non hanno messo in evidenza alcuna anomalia. Quell’area della Reggia ha subito 2 interventi di restauro conservativo condotti sui pavimenti storici, sugli affreschi e sugli elementi decorativi delle pareti.

Tartaglione ribadisce che l’intonaco era sotto osservazione e non presentava microlesioni o altri elementi che facessero presagire un imminente crollo e quindi non c’era motivo di allarme. La situazione è stata presentata anche al direttore generale Mauro Felicori che a sua volta ha inviato un’informativa alla Direzione generale per i Musei del Mibact dove si riferisce agli interventi postumi ai terremoti del 1930 e 1980.

Secondo Tartaglione “Il distacco dell’intonaco dell’estradosso della piattabanda  potrebbe essere attribuito alle sollecitazioni interne causate dall’iniezione della miscela di cemento e l’’avancorpo orientale (l’area in cui si è verificato il crollo) resta comunque un nodo di vulnerabilità della struttura del palazzo”.

Adesso il Monumento viene tenuto sotto controllo grazie al software acquistato in occasione del rifacimento delle facciate dopo i crolli dal 2011.

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