Un team di ricercatori del Sud scopre la causa dei tumori aggressivi

Due scienziati del Sud Italia hanno individuato un’importante alterazione genetica che causa molti tumori, in particolare il glioblastoma, tra i più aggressivi e mortali. Antonio Iavarone, beneventano, e Anna Lasorella, barese, ricercatori e compagni di vita, hanno pubblicato la ricerca sulla rivista scientifica Nature. Il dottore Iavarone è professore ordinario di neuropatologia al Columbia Medical Center di New York, dove da anni studia il glioblastoma.

Come si legge su Il Corriere del Mezzogiorno, Iavarone spiega: “Grazie a questa scoperta stiamo sperimentando terapie “di precisione” per bloccare lo sviluppo dei tumori. È un lavoro che va avanti da anni, frutto di una serie complessa di tecniche, come l’analisi dei Big Data: lo studio delle sequenze genetiche dei tumori, catalogati dal progetto americano The Cancer Genome Atlas (Tcga) di cui sono coordinatore per i tumori al cervello”.

Cos’è il glioblastoma?

Lo spiega Iavarone:È un tumore che colpisce persone di tutte le età, bambini compresi, ma più frequente in chi ha da 45 a 70 anni. La maggior parte dei pazienti muore entro un paio d’anni, nonostante interventi chirurgici, chemioterapia e radioterapia. In un primo tempo avevamo individuato la fusione fra i due geni FGFR3 e TACC3 come causa del glioblastoma. Altri studi hanno dimostrato che il meccanismo è presente con simili incidenze percentuali (3%) nel carcinoma del polmone, dell’esofago, della vescica, della mammella, della cervice uterina della testa e del collo. Si tratta di decine di migliaia di nuovi malati all’anno su scala globale”.

La ricerca sui tumori vanta un vero e marchio doc del Sud dal momento che anche due ricercatori dell’Università del Sannio a Benevento hanno contribuito con l’esame e l’interpretazioni della grossa mole di informazioni ottenute dal Tcga. “Sono due matematici statistici, che spesso trascorrono periodi di ricerca nei nostri laboratori alla Columbia a New York, dove lavorano altri 5 italiani su un totale di una ventina di ricercatori”, aggiunge Iavarone.

Dunque l’unione di due geni sarebbe alla base del moltiplicarsi e del diffondersi di molti tumori. Sono in fase di sperimentazione dei farmaci che vanno a contrastare gli effetti di questa fusione genetica. Si possono però usare altri farmaci che inibiscono il comportamento di questi geni.

Si tratta, quindi, di una ricerca fondamentale che potrà combattere in maniera efficace molti tumori aggressivi.

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