Il VAR non si tocca: le novità da metà Gennaio per migliorare la tecnologia

Il VAR è stato in assoluto la novità, criticata e osannata, di questa nuova stagione calcistica.

Negli anni precedenti, sono stati moltissimi a chiedere la cosiddetta moviola in campo, per scongiurare qualsiasi tipo di svista, errore, o sudditanza psicologica da parte del corpo arbitrale. Poter rivedere, correggere e intervenire tempestivamente su un episodio dubbio durante la gara, era una priorità che doveva essere soddisfatta e attuata, soprattutto in un campionato in cui, in passato, ci sono stati troppi errori e troppi disastri arbitrali, che, bisogna ammetterlo, hanno condizionato e spesso penalizzato il cammino di alcune squadre nella massima serie.

Quindi, siamo tutti d’accordo che il Var è stato una manna dal cielo.

Eppure le critiche non sono mancate. Soprattutto per la modalità di utilizzo del VAR, che, come è giusto, lascia un buon margine di discrezionalità all’arbitro, che può richiedere, fermando il gioco, l’ausilio della tecnologia e, di conseguenza, la decisione assoluta su episodi precisi e che prevede il regolamento, spetta sempre e solo al direttore di gara.

Ovviamente, per una questione di tempistica ma soprattutto per non snaturale il gioco, il regolamento prevede l’intervento tecnico solo in caso di episodi dubbi di rigore, sullo stabilire la regolarità del gioco, e quindi valutare correttamente un fuorigioco o meno, e sulla decisione di espellere o meno un calciatore, o ritirare l’ammonizione o l’espulsione, a caldo, se il Var smentisce l’irregolarità.

Insomma, il VAR dovrebbe assicurare la chiarezza e limpidezza, in quelli che sono da sempre considerati gli errori più eclatanti, dando ovviamente per scontato quella che dovrebbe essere, sempre a prescindere, l’incorruttibile professionalità arbitrale.

Ma a metà campionato, le polemiche sussistono, ultima quella durante la partita Cagliari-Juventus.

Per questo motivo il 22 gennaio, a Zurigo l’Ifab, discuterà su quello che è stato l’utilizzo e l’efficienza del VAR per tirare le somme, e se è il caso, verrà proposto un adattamento del regolamento, aumentando i casi in cui potrà essere richiesto il VAR.

Addirittura, come riporta l’edizione odierna de La Repubblica, potrebbe essere introdotto sia una chiamata a partita o per tempo di gioco, a disposizione delle due squadre, così da verificare al VAR, gli episodi considerati dubbi dai giocatori o dalla panchina, una possibilità che, ad oggi, non è possibile, in quanto solo ed esclusivamente l’arbitro può decidere, senza essere condizionato da nessuno. Oppure, come succede nel football americano, trasmettere in diretta quelle che sono le conversazioni via auricolare tra l’equipe arbitrale, ai fini di una maggiore chiarezza e trasparenza.

Di certo, a prescindere da tutto, il VAR resta una necessità nel calcio italiano e una costante che deve essere protetta, tutelata e di certo non abolita.

Perchè, è l’unica arma, se ben utilizzata, per combattere ogni tipo di favoritismo e sudditanza.

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