Giornalista vittima di baby-gang: “Ci hanno preso in ostaggio, la vigilanza non c’era”

Baby gang

Testimone di atti incivili e minacciosi di un’ennesima gang di piccoli criminali è stata una giornalista, Paola De Simone, che ha denunciato con un lungo post sul suo personale profilo Facebook i momenti di terrore che ha vissuto nella metropolitana ieri sera, di rientro da lavoro, nella Linea 1 diretta a Piscinola.

Infatti la giornalista racconta di essere stata presa di mira, lei e altri sventurati passeggeri, da una ” banda di minorenni che hanno impanicato una ventina di passeggeri PERBENE, IMPOTENTI e tutti in OSTAGGIO delle provocazioni violente verbali e gestuali (toccavano borse, schiaffeggiavano teste o urtavano con forza alcuni passeggeri, soprattutto i ragazzi citati o chi provava a difenderli) di sei o sette minorenni diretti appunto verso Piscinola”.

Ma la gravità è che i poveri sfortunati pendolari non hanno potuto chiedere aiuto in nessun modo, in quanto, continua la giornalista “non c’era, come invece sempre ben presente di giorno, alcun personale di vigilanza o sicurezza. Dalle telecamere avranno visto quello che stava succedendo… ma NULLA. Abbandonati nella nostra corsa-incubo. Una sola giovane donna ha tentato di metterli a posto a parole ma le si sono buttati violentemente addosso”.

Da buona cittadina, Paola si è subito attivata per fermare i delinquenti NON È ACCETTABILE VIAGGIARE NEL TERRORE: scesi a Vanvitelli, io, la giovane donna (per il GRAVE DISAGIO costretta a scendere ad una fermata che non era la sua) e un altro passeggero abbiamo segnalato l’emergenza al personale di turno che prontamente ha avvertito la stazione successiva per inviare un agente al treno della metro indicato. Non so cosa sia successo a seguire”

Conclude il lungo post con un appello: Intanto è necessario tutelare i cittadini e i malcapitati turisti in luoghi senza uscita come, appunto, una metro filtrando e controllando almeno con un vigilante anche a bordo bande di piccoli malavitosi provenienti dalle zone Piscinola e quant’altro, riconoscibili a occhio. Non vorrei che l’episodio capitasse ad altri, ai nostri figli o alla moltitudine di turisti che finalmente negli ultimi anni ha ripreso coraggio e fiducia nella NOSTRA CITTÀ.”

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