Curva dell’Atalanta: “Non siamo razzisti, è campanilismo. Siamo orgogliosi”

Botta e risposta tra tifosi napoletani ed atalantini. Si continua ancora a discutere del match dell’ultima giornata di Serie A tra Atalanta e Napoli, che ha visto accendersi la storica rivalità tra il Nord ed il Sud del paese. In particolare, i tifosi nerazzurri stipati in Curva Nord si sono resi protagonisti di cori razzisti nei confronti di Kalidou Koulibaly, non nuovo, purtroppo, a divenire oggetto di scherno da parte delle tifoserie avversarie.

In molti si sono scagliati contro i supporter dell’Atalanta, tacciandoli di razzismo. Un’offesa che, a quanto pare, proprio non va giù alla Curva Nord bergamasca, che ha diramato un comunicato nel quale ha spiegato perché, a suo dire, i cori contro Koulibaly non possano essere considerati razzisti.

La frangia ultras della città di Bergamo, infatti, ha minimizzato quanto successo allo stadio Atleti Azzurri d’Italia: “Ma quale razzismo? Il nostro è storico campanilismo“. Così inizia il comunicato dei tifosi nerazzurri, che spiegano come la tifoseria dell’Atalanta non possa essere tacciata di razzismo in quanto “negli ultimi dieci anni ha raccolto circa 90.000 euro per sostenere un centro riabilitativo per bambini in Ruanda”.

Poi, il comunicato prosegue spiegando che “il campanilismo fa parte della nostra Storia calcistica, ma prima di tutto sociale, ed allo stadio la si vive con grande passione. Accusiamo altri di razzismo quando ci danno dei contadini che zappano la terra?! Noi siamo orgogliosi di questo, di essere umili ma concreti, proprio come il nostro Popolo“. Di seguito, il comunicato della Curva Nord.

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