Manna di San Matteo: il miracolo del santo che trasuda

Tra i miracoli attribuiti a San Matteo Evangelista, santo protettore della città di Salerno, c’è quello della “manna di San Matteo”. La santa manna è un liquido, chimicamente assimilabile all’acqua pura, che può trasudare da reliquie di santi o da immagini sacre, apparentemente senza spiegazione.

Sono tante le spiegazioni scientifiche addotte per motivare il fenomeno, molte legate all’umidità o alla capillarità di pietra o marmi, ma per molti dei casi analizzati le spiegazioni avevano molti limiti di adattamento. Gli episodi sono per lo più ciclici e avvengono durante particolari ricorrenze.

Per quanto riguarda la manna di San Matteo, si dice che il giorno della traslazione delle sue reliquie, da Capaccio a Salerno, avvenuta il 6 maggio del 954, dal corpo del santo fuoriuscì un liquido miracoloso, denominato appunto Manna di San Matteo.

Da quel giorno, ogni anno la secrezione venne raccolta due volte: nell’anniversario della traslazione e durante la festa patronale, celebrata il 21 settembre. La tradizione vuole che, come nel caso del miracolo del sangue di San Gennaro, tanto più è abbondante la fuoriuscita del liquido, così sarà il periodo di pace e prosperità conseguente.

Il miracolo, però, cessò di rinnovarsi nella metà del XIX secolo, eppure ancora oggi, sotto l’altare dedicato a San Matteo nella Cripta del Duomo di Salerno, viene conservata l’urna dove si raccoglieva il liquido.

Ma Salerno non è l’unico luogo dove si manifesta questo inspiegabile fenomeno. Queste le altre località italiane:

Amalfi: dalle reliquie di Sant’Andrea
Atripalda: dal sarcofago di San Sabino
Ferrara: dal sarcofago della beata Beatrice d’Este
Latronico: da un dipinto laterale della chiesa di Sant’Egidio Abate
Napoli: dalle reliquie di San Pomponio
Nola: dalle reliquie di San Maratea
Bari: dalla tomba di San Nicola
Soriano nel Cimino: dalle reliquie di Sant’Eutizio
Venafro: dal sarcofago di San Nicandro