Calciomercato Napoli: non classificato. Squadra indebolita e società sbeffeggiata

VOTO CALCIOMERCATO NAPOLI: NON CLASSIFICATO

Disastroso. Ecco il termine giusto per definire il calciomercato invernale del Napoli.

Una figura imbarazzante per una squadra capolista in classifica che si ritrova con una rosa addirittura indebolita, dopo l’ufficialità  delle partenze di Maksimovic e Giaccherini. E’ vero, due giocatori che non hanno mai veramente trovato spazio e minutaggio in un Napoli classista che predilige sempre gli stessi. Ma una squadra che mira al tricolore e perchè no,  anche ad un riscatto internazionale con l’Europa League, non  può permettersi “fughe” di materiale umano senza i dovuti, doverosi e migliori “ripristini”.

Non è così che funziona. Non è giusto nascondersi dietro i ritorni degli infortunati Milik e Gholuman per giustificare l’assenza di una costruttiva azione di mercato. Un giocatore reduce da un crociato distrutto non può assicurare il sicuro e qualitativo apporto alla partita di cui il Napoli ora ha bisogno.

Non è giusto celare l’assenza di una strategia di mercato, dietro ai “no” e i “forse” di ragazzini poco ambiziosi che hanno rifiutato una pizza importante. Una società deve sempre avere tanti assi nella manica e trattare su più fronti, sempre. Perchè se la palla è rotonda in campo, la volontà di un giocatore è instabile quanto una rotondità geometrica!

Non è giusto illudere così la tifoseria azzurra, la più calorosa e appassionato del mondo con giustificazioni inconsistenti e vittimismi imbarazzanti. Non è vero “che nessuno è voluto venire a Napoli”, la società ha sbagliato perchè si è fatta cogliere impreparata. E questo è inaccettabile.

Non è giusto attenuare le colpe della società con Machach e Vinicius. Perchè sono due giocatori acerbi, praticamente inutili in questo momento di campionato. Hanno bisogno di tempo per crescere e il Napoli ora non ne ha più da perdere. Per non parlare di Younes, piatto invitante per il banchetto di Sarri, ma congelato fino a Luglio.

Allora, la domanda vera è : Ma vogliamo vincere qualcosa o vogliamo restare gli eterni secondi?

Perchè l’impressione è proprio questa.

Non vogliamo essere disfattisti. Gli obiettivi e i traguardi messi in promemoria sono raggiungibili.

Ma con una squadra che è costretta a riciclarsi in ogni partita, con alternative discrete ma non ottime, la salita è davvero tutta in salita. 

 

 

 

 

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