Napoli, al via l’adozione per una donna single: “Me l’ha chiesto lei, era la cosa giusta”

Mamma e figlioIl Tribunale dei minori di Napoli ha dato il via libera per l’adozione di una bambina bielorussa ad una mamma single: è il secondo caso che si verifica nella città partenopea. Sempre più persone single si rivolgono alla magistratura per ottenere un’adozione internazionale.

La mamma single aveva già in affido per quattro mesi all’anno una bambina di 11 anni bielorussa che rientrava nel programma di aiuto dei bambini che sono stati esposti alle radiazioni di Chernobyl. All’inizio non aveva pensato all’adozione, poi qualcosa è cambiato come si legge su Il Corriere: “Quando ho iniziato gli affidi temporanei non pensavo all’adozione ma tra noi si è creato un legame molto forte. Quando l’anno scorso sono andata in Bielorussia per il suo compleanno, anche per vedere l’Istituto in cui è cresciuta, me l’ha chiesto lei e ho sentito che era la cosa giusta.

Non ha potuto dire di no questa donna alla richiesta della bambina e così ha avviato le pratiche per adottarla. Si tratta di una bambina particolare, come racconta, che vuole solo le sue attenzioni, Si è creato un legame molto forte anche se lei si fa chiamare per nome, perchè i bambini bielorussi hanno l’abitudine di chiamare subito “mamma” chi si prende cura di loro.

Questo tipo di adozione rientra in quei casi particolari, come quello della stepchild adoption a cui ricorrono le coppie gay: il bambino acquisisce il genitore ma non la successione familiare, ovvero non acquisisce nonni, zii. Due casi analoghi ci sono stati nel 2009 in Sardegna e nel 2016 ad Ostia, dove mamme single hanno ottenuto l’adozione di un minore all’estero.

L’iter per la mamma single di Napoli è ancora lungo. Per ora bisogna verificare che la bambina bielorussa sia adottabile, dopodichè l’ente che in Bielorussia si occupa delle adozioni internazionali comunicherà i dati alla commissione italiana che si occupa di queste adozioni che farà richiesta al governo di Minsk.

Ma la donna napoletana già ragiona come una mamma, racconta: “Mi faccio ventimila domande: va bene così? Sto sbagliando? Questo è davvero il suo bene? Prima dovevo preoccuparmi solo di me, anche solo per un viaggio: decidevo dove volevo andare e partivo. Ora mi chiedo sempre se la destinazione sia adatta a una bambina, se ci sono cose nuove da fare o da imparare per lei”.

Ma in Italia le leggi al riguardo sono ancora restie e difficili a far adottare un bambino ad una donna single: “Il divieto di adozione presuppone l’idea che noi single non possiamo educare. Eppure in Italia ci sono milioni di donne divorziate e sole che sono comunque delle brave madri. Tutto questo mentre in Paesi come la Bielorussia l’adozione per i single è prevista”.

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