Stazione spaziale cinese potrebbe cadere nel Sud Italia a Pasqua: come comportarsi

Foto di repertorio.

La stazione spaziale cinese Tiangong 1 potrebbe impattare la Terra nel giorno di Pasqua. C’è una piccolissima percentuale dello 0,2% che la stazione cada in Italia, però esiste e per questo la Protezione Civile ha emanato un vademecum dei comportamenti da prendere e le precauzioni.

Secondo gli studi sulla traiettoria, Tiangong 1 potrebbe cadere sulla Terra il giorno 1 aprile 2018 alle ore 10.25 (fuso orario di Greenwich) 11.25 ora italiana. L’impatto dovrebbe avvenire in una zona compresa tra l’Emilia Romagna fino alla Sicilia, dunque nel Sud Italia ma per ora non ci sono certezze.

A causa della complessità dell’interazione fra la stazione spaziale e l’atmosfera terrestre, solo nelle ultimissime fasi del rientro si potranno definire meglio la data e le parti del globo terrestre coinvolte. Soltanto 36 ore prima sarà possibile stabilire esattamente l’area che potrebbe essere interessata. Nel caso fosse l’Italia, solo 40 minuti prima ci potrà essere il preavviso su un impatto.

La traduzione italiana di Tiangong è “Palazzo Celeste” ed è la prima stazione spaziale cinese lanciata dal centro di Jiuquan il 30 settembre 2011 che sta rientrando nell’atmosfera. Il ritorno sarebbe dovuto avvenire nell’Oceano Pacifico, ma nel marzo 2016 è iniziata una lenta e progressiva discesa della stazione in modo incontrollato. Il ritorno sulla Terra della Tiangong 1 è comunque monitorato da diversi sensori di osservazione nel suo percorso orbitale che registrano la posizione ed il tasso di decadimento.

La massa complessiva al lancio di 8500 kg., incluso il propellente, si è progressivamente ridotta in quanto la vita operativa pianificata inizialmente in due anni è stata ampiamente superata e una gran quantità di carburante è stato consumato per sostenere l’orbita e le condizioni di abitabilità all’interno del modulo. Si stima che la parte di propellente residuo che avrebbe permesso il previsto rientro controllato nell’Oceano Pacifico sia ancora a bordo.

La Protezione Civile ha nel frattempo diramato alcune precauzioni da seguire nel caso la stazione spaziale impatti la Terra:

– è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;

– i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;

– all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;

– è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto;

– alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina. In linea generale, si consiglia a chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, di segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

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