Morte Ciro Colonna, la donna al killer: “Dovevi uccidere quello con la maglia verde”

C’era uno con la maglietta rossa, quello innocente, poi uno con la maglietta bianca che era ’o limone, e uno con la maglietta verde che era Cepparulo. E tu che fai? Entri improvvisamente e spari a quello con la maglietta rossa?“, sono state queste le parole dette da Anna De Luca Bossa dopo la morte dell’innocente Ciro Colonna, ucciso perchè l’assassino aveva confuso i colori della maglia.

Una conversazione scioccante e agghiacciante quella riportata dal Corriere del Mezzogiorno, se si pensa che l’unica reale preoccupazione della donna, dopo la strage al circolo era unicamente rivolta al nipote presente quel pomeriggio: Ma se invece di colpire a quello colpivano a mio nipote? Tu che fai? Improvvisamente entri e fai fuoco? Fino alla fine credevamo che l’altra vittima fosse mio nipote“.

La donna, compagna di uno dei più sanguinari boss di Ponticelli, Ciro Minichini, aveva perso il figlio maggiore Antonio di soli 20 anni il 29 gennaio del 2013 in un agguato camorristico nella solita vendetta trasversale tra clan rivali. Eppure la donna nonostante la grave perdita ha continuato la sua piena attività in organizzazioni camorristiche, partecipando attivamente anche all’assassinio di Ciro. Infatti è stata lei, con una chiamata, a confermare la presenza al circolo di Ponticelli del vero bersaglio dei clan, Raffaele Cepparulo. Ma tutto andò storto e Antonio Rivieccio, il killer con il suo complice Antonio Minichini, uccise il giovane con un proiettile che gli perforò il cuore. Insieme alla donna-boss quel maledetto pomeriggio c’erano anche altre tre fedelissime, Cira Cipollaro, Luisa De Stefano e Vincenza Maione: mogli e mamme di camorristi, che hanno fondato un nuovo clan “le pazzignane”.

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