Camorra: “Faccio le stese per aiutare la mia famiglia. Vorrei smettere, ma…”

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NapoliLa camorra è un male che affligge Napoli. La bella città partenopea troppe volte offesa da “na máneca ‘e fetiente” che seminano terrore con le loro “stese”. Una macchina delinquenziale che non fa altro che arruolare giovani, affascinati dal potere e dai soldi. Un potere vano e illusorio perché ottenuto non per stima, ma per reazione al clima di terrore, e soldi sporchi, macchiati spesso da sangue di innocenti.

Un tumore sociale difficile da combattere. Nonostante le tante manifestazioni che si tengono periodicamente contro la Camorra, i tanti progetti sponsorizzati per togliere i giovani dalle strade malfamate e impegnarli in attività educative e costruttive, la Camorra continua a reclutare giovani.

Ed è stato proprio uno di questi soldati a spiegare a Il Mattino perché la vita da camorrista affascina tanto. Inizia tutto nella maniera più banale e ingenua possibile: la possibilità di fare soldi facili con piccoli lavoretti che non comportano un particolare impegno. Poi ci si ritrova armati, con una pistola sempre dentro i vestiti pronta ad essere utilizzata contro chi giustamente vuole opporsi alle loro attività illecite.

Ma è una vita pesante, dolorosa e soprattutto paurosa. Il soldato testimone dichiara di essere stanco. Che quella vita di soldi e lusso immaginata si è tramutata in una quotidianità in cui si rischia sempre la vita e la libertà, con il timore di essere beccato e portato in cella. Eppure il soldato appena 22enne non riesce ad uscire dal giro, sia perché teme ripercussioni dei boss e sia perché come darebbe a campare alla sua famiglia senza i soldi dello spaccio?

«Quando ero più piccolo ero convinto che – se un giorno fossi diventato un boss – sarei diventato ricco e avrei potuto comprare una casa per la mia famiglia. Invece rischio la vita ogni giorno e temo di finire in cella. Quando si presenta l’occasione di guadagnare un po’ di soldi, non ci penso due volte. Lo faccio per la mia famiglia».

Un vicolo cieco. Un dilemma che affligge tutti i giovani che non hanno i giusti mezzi economici per fare una scelta vera, senza condizionamenti esterni. Fare il bravo ragazzo ma povero, o vestirsi da lupo ma vivere dignitosamente? E alla fine si opta sempre per la scelta più facile.

Facile per chi ha poco coraggio, poca determinazione e poca voglia di farsi valere onestamente? O facile per chi abbandonato dalle istituzioni, lasciato in ambienti malfamati, denigrato dalla società, vede in questa strada “di terrore e illegalità” la sua rivincita?

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