L’appello di Aquarius: “C’è cibo ancora per poco. Poi non si sa cosa accadrà”

Foto: SOS MEDITERRANEE (pagina Facebook)

Continua a far discutere e riflettere la disputa, tra Italia (con Salvini che ha chiuso i porti) e Malta, che vede la nave Aquarius ferma in mezzo al mare con a bordo 629 migranti, tra cui bambini non accompagnati e donne incinte, salvati a largo delle coste libiche.

Da Aquarius arriva forte l’appello ad una rapida soluzione, nella persona di Aloys Vimard, capo progetto di Medici Senza Frontiere imbarcato sulla nave: “Questa nave può ospitare al massimo 550 persone. Siamo nettamente sopra il limite quindi. Abbiamo cibo, medicine e coperte ancora per 2 o 3 giorni. Poi non si sa cosa accadrà. Per noi la salvezza dei rifugiati dovrebbe venire prima di ogni scelta politica“.

In una nota ufficiale il primo ministro maltese aveva dato la propria ricostruzione dei fatti: “Il governo italiano sta andando contro le regole internazionali e, con il suo atteggiamento, sta rischiando di creare una situazione pericolosa per tutti: Malta sta rispettando le regole internazionali e, quindi, non può fare attraccare la Aquarius”.  L’operazione di salvataggio – infatti – è stata condotta dalla Capitaneria di Porto italiano in acque libiche: “Nonostante avrebbero precedentemente potuto farlo a Tunisi e Lampedusa, Salvini ha chiesto il nostro intervento. E questo è inaccettabile”.

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