Omicidio di Coroglio. Il killer: “Mi hanno picchiato”, il complice: “Scendo carico”

Carabinieri

Napoli – È sempre più chiara e ben connessa in tutte le sue parti la vicenda che si è conclusa con l’omicidio di Agostino, 28enne originario di Scampia, freddato da quattro colpi di pistola, di ritorno da una serata in discoteca. La ricostruzione dei fatti è stata possibile grazie a sms e telefonate rintracciate e soprattutto ad una testimonianza chiave, come riporta Fabio Postiglione nel suo articolo sul Corriere del Mezzogiorno.

La lite tra Agostino, la vittima e il suo killer Francesco, ventenne, sarebbe scoppiata in discoteca. Quando Agostino, infastidito dai modi aggressivi e violenti con i quali Francesco si rivolgeva ad una ragazza, aveva deciso di intervenire in difesa della donna. Alla reazione altrettanto aggressiva del ventenne ne era nata una zuffa e probabilmente era volato anche qualche schiaffo. Offeso Francesco chiama l’amico fidato minorenne, che sarebbe il secondo fermato dalla polizia subito dopo.  Con un tono animato e agitato il ragazzo racconta tutto all’amico: “Quelli di Secondigliano mi hanno picchiato. Venti di loro. Scendi tu e vieni qui, sto al Riva, davanti al locale, loro stanno ancora qui”. Dall’altra parte della cornetta il minorenne capisce le intenzioni dell’amico e senza troppe spiegazione risponde: “E allora aspetta a me, non fare niente, scendo carico”

Quando Agostino si trova fuori dalla discoteca a via Coroglio, i due ragazzi armati di pistola, capisce subito il loro intento vendicativo. Il 28enne riesce a salire in auto e a tentare una corsa disperata verso casa, durante la quale investe anche i due, l’assassino e il complice, che lo stavano inseguendo con uno scooter. Purtroppo Agostino perde il controllo dell’auto schiantandosi su un muro di un’abitazione. Ed è stato li che Francesco avrebbe sparato i colpi mortali.

Entrambi i ragazzi sono stati posti in stato di fermo dai Carabinieri. Sui due ragazzi pesano accuse pesanti, tra cui l’accusa di omicidio. Entrambi i ragazzi, come i carabinieri hanno confermato, hanno contatti con la malavita organizzata. Infatti il complice minorenne è figlio di un noto boss locale, mentre il killer Francesco ha già scontato un anno di carcere per aver partecipato ad una stesa.

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