Riapre chiostro francescano del ‘600: restauro grazie a donazione dei cittadini

Domani 16 giugno a San Gennaro Vesuviano (NA) ci sarà una grande festa per l’inaugurazione del restauro del chiostro del complesso conventuale di San Gennaro. L’evento inizierà alle ore 18, con visite guidate, musica dal vivo e spazi degustazione.

L’opera è stata completata grazie ad oltre 30.000 persone che nel 2014 avevano votato il convento francescano alla settima edizione de I Luoghi del Cuore, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo: una straordinaria mobilitazione popolare che ha permesso al complesso di accedere a un contributo di 30.000 euro.

Il piccolo chiostro era in pessimo stato di conservazione e deturpato da vere e proprie mutilazioni architettoniche (in foto in basso), oltre che da opere eseguite con materiali e tecniche inadeguate. Negli anni del secondo dopoguerra gli orti erano stati eliminati e cementati, quindi lastricati con una pavimentazione industriale; l’aspetto originario dell’ortus conclusus era stato così drasticamente distrutto.

Com’era il chiostro prima del restauro

L’intervento realizzato con il contributo del FAI ha previsto il restauro del chiostro con l’intento di restituirgli l’originaria funzione di spazio verde – spiega Marco Esposito, ingegnere dello studio Noema, progettista e direttore dei lavori – Allo scopo sono stati realizzati i camminamenti interni perimetrati delineati da cordoli in pietra vesuviana e ripristinate le aree verdi oltre che ricollocati gli alberi di agrumi, secondo un disegno tipico dei chiostri conventuali. S’innesta in questo progetto il riposizionamento del pozzo al centro dell’area esterna dove si intersecano i camminamenti, asportato in un durante il maldestro intervento del secolo corso, così da ripristinare lo spazio architettonico originario con un elemento dall’alto valore compositivo e simbolico”.

La vera del pozzo è stata ricostruita su un disegno aderente alla semplicità della regola francescana, con tecniche e materiali della tradizione locale in muratura di tufo e cornici di pietra lavica. L’intervento, oltre a restituire la corretta dignità ad uno spazio importante di questo complesso architettonico, ne ha accresciuto il valore estetico aumentandone l’attrattività e con essa lo spirito aggregativo.

In seguito verrà attivato un laboratorio di restauro didattico, grazie a una convenzione con il locale Istituto Statale d’Arte. Sarà allestita una mostra fotografica che racconti la storia del convento e verrà promosso un concorso di fotografia. Infine, la presenza del pittore di origine siriana Ahmad Alaa Eddin, residente da anni a San Gennaro Vesuviano, fornirà lo spunto per allestire all’interno del convento una galleria d’arte contemporanea tematica.

Il Convento Francescano di San Gennaro Vesuviano fu fondato nel 1613, la chiesa dei francescani, semplice costruzione barocca, conserva stucchi del XVIII secolo e un pregevole coro ligneo intagliato della stessa epoca. Il Convento è disabitato da una decina d’anni, mentre la chiesa è aperta al culto.

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